I 40 ANNI DEL MAF: MUSEO AGRICOLO, DELLE TRADIZIONI E DEI COSTUMI DELLA CAMPAGNA FERRARESE
EVENTO GIOVEDì AL MUSEO
7 aprile ore 21
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Il MAF – Centro di Documentazione del Mondo Agricolo Ferrarese, fondato da Guido Scaramagli, imprenditore agricolo e studioso del mondo rurale, è un museo etnografico tra i più importanti della Regione Emilia-Romagna, che documenta la vita nella campagna ferrarese tra Ottocento e Novecento. Giunto quest’anno al quarantesimo anno di attività, il Museo è suddiviso in varie sezioni espositive ed ospitato in edifici rurali appositamente ristrutturati, che sono fedeli ricostruzioni della casa, delle botteghe e dei servizi nel mondo rurale, della meccanizzazione agricola e dei mestieri ambulanti. La ricostruzione di un oratorio poderale e di una stazioncina ferroviaria d’epoca integrano ulteriormente il MAF, che dispone anche di una sezione dedicata al teatro dei burattini, di una biblioteca specializzata e di una sala incontri ed espositiva. Da diversi anni il Museo si è indirizzato alle tematiche ambientali, del paesaggio, della ruralità e della cultura tradizionale, con sistematiche programmazioni ed attività, volte a proiettare la tradizione e le radici del mondo agricolo nel terzo millennio.
Gian Paolo Borghi è coordinatore scientifico del MAF. Già direttore dei Servizi di Documentazione Storica/Centro Etnografico del Comune di Ferrara, attualmente è consulente scientifico di alcuni musei e archivi del settore. Da molti anni si dedica allo studio etnostorico ed etnoantropologico, nonché alla storia contemporanea, con specifico riferimento all’oral history, allo spettacolo tradizionale, alla religiosità popolare, alla demologia e all’etnomusicologia. Coordinatore di numerose campagne di ricerca, è autore di circa 500 contributi scientifici, nonché curatore e/o responsabile scientifico di diverse mostre documentarie in Italia e all’estero. Ha ottenuto vari riconoscimenti, tra i quali il Premio nazionale “Mario Fontanesi” per i suoi studi sulla cultura tradizionale (1999) e il Premio internazionale “La Sirena d’Oro” per i suoi studi sullo spettacolo popolare (2013). È presidente del comitato scientifico della Regione Emilia-Romagna per la gestione della legge regionale sulla tutela e valorizzazione dei dialetti emiliani e romagnoli.

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