Greenwashing: confermata multa di 5 milioni all’Eni, il diesel “green” è pubblicità ingannevole

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Batosta per Eni: il Tar del Lazio ha respinto il ricorso della compagnia energetica contro la sentenza dello scorso gennaio dell’AGCM, che l’aveva condannata per greenwashing e pubblicità ingannevole per “l’Eni Diesel +”, spacciato come “verde”. All’Eni toccherà, quindi, pagare una salata multa, da 5 milioni di euro.

Il Tar del Lazio ha stabilito “non è consentito nella comunicazione pubblicitaria considerare “green” un gasolio per autotrazione. Ovvero un carburante che per sua natura è un prodotto altamente inquinante. Né dichiarare che attraverso il suo utilizzo è possibile prendersi cura dell’ambiente”. E questo vale anche per un gasolio con una elevata componente di olio di palma, la cui produzione rappresenta una delle principali cause di deforestazione del Pianeta.

Ad accogliere con grande soddisfazione la sentenza Legambiente, Movimento Difesa del Cittadino e Transport&Environment, che nel 2019 avevano dato inizio al ricorso presso l’Autorità garante per la Concorrenza e il Mercato (AGCM).

“Eni ha perso di nuovo. – scrive su Facebook Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente Onlus –Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso dell’azienda contro la multa da 5 milioni di euro, comminata dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato per la pubblicità ingannevole sull’Eni Diesel+. Ha vinto ancora una volta la verità di Legambiente, Movimento difesa del cittadino e Trasport&Environment contro le bugie di Eni”.

Nonostante si tratti di un’importante vittoria e dello smascheramento dell’ennesimo caso di greenwashing, per le tre associazioni non è sufficiente e chiedono al Governo di limitare l’abuso di biocarburanti dannosi (già messi al bando in diversi Paesi europei) e la vendita di motori diesel.

 

Fonte: Legambiente

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