Green Pass: in arrivo l‘App (VerificaC19) per i controlli, affidati ai «titolari o i gestori dei servizi e delle attività». In caso di violazione reiterata per tre volte in tre giorni diversi, «l’esercizio potrebbe essere chiuso da 1 a 10 giorni». – di Massimo Tarabella

 

Dal 6 agosto una nuova app VerificaC19 sviluppata dal Ministero della Salute servirà per controllare i Green Pass. Il gestore dell’attività richiede la certificazione all’Interessato, il quale mostra il relativo QR Code (in formato digitale oppure cartaceo) che verrà controllato dall’App che avrà due esiti. Verde, ok il pass è valido, rosso “invalido”.

Il controllo dei gestori si estende anche all’identità del cliente. Spetterà ai ristoratori, baristi, commessi, gestori dei cinema, titolari di palestre, piscine o centri scommesse. Vale a dire tutte le figure professionali, opportunamente delegate dai titolari di locali e licenze, che ruotano attorno alle attività. Non solo i pubblici ufficiali quindi. A chiarirlo è il dpcm del 17 giugno scorso a cui fa riferimento il decreto legge pubblicato il 23 luglio in Gazzetta che li dettaglia all’art. 13 (“Verifica delle certificazioni verdi Covid-19 emesse dalla Piattaforma nazionale-DGC”) dove si legge anche che «l’intestatario della certificazione verde Covid19 all’atto della verifica dimostra a richiesta dei verificatori la propria identità personale mediante l’esibizione di un documento di identità».

Ma i ristoratori, tramite le organizzazioni di categoria non ci stanno ad «essere scambiati per controllori»; ritengono che non spetti a loro intervenire sulle verifiche dei certificati che dal 6 agosto permetteranno a chi è vaccinato di fare tutta una serie di attività, tra cui appunto entrare nei locali pubblici. E non vedono di buon occhio che debbano impiegare una persona appositamente per far scannerizzare il codice Qr dei clienti che vogliono entrare e sedersi nel loro ristorante. Le associazioni di categoria chiedono quindi di semplificare le procedure, prevedendo un’autocertificazione che sollevi i titolari dei locali da ogni responsabilità. Ma i tempi sono stretti con i casi in aumento; e il governo ha già previsto le sanzioni pecuniarie che vanno, in caso di violazione, da 400 a 1000 euro sia a carico dell’esercente sia dell’utente»; e qualora la violazione fosse ripetuta per tre volte in tre giorni diversi, «l’esercizio potrebbe essere chiuso da 1 a 10 giorni.

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