Mentre qualche Paese UE inizia a mostrare malcontento nei confronti dell’alternanza fra ora solare e ora legale, l’Italia quantifica un sensibile risparmio energetico nell’ultimo semestre

Domenica 31 ottobre si tornerà all’ora solare e le lancette si sposteranno indietro di un’ora. L’alternanza di ora solare e legale rappresenta, sin dalla sua istituzione, un modo per risparmiare energia elettrica e, conseguentemente, denaro: si stima infatti che nell’ultimo periodo di ora legale (28 marzo – 31 ottobre) si siano consumati 450 milioni di kWh di elettricità in meno – pari al fabbisogno annuo di energia elettrica di 170 famiglia, con una riduzione delle emissioni di diossido di carbonio nell’atmosfera pari a 215.000 tonnellate e un risparmio economico di circa 105 milioni di euro.

Ma non solo: dal 2004 al 2021 si stima a livello nazionale un minor consumo di energia elettrica di 10,5 miliardi di kWh, con un risparmio di circa 1,8 miliardi di euro. I mesi che segnano un maggior risparmio sono aprile e ottobre: spostando in avanti le lancette di un’ora si ritarda, infatti, l’uso della luce artificiale in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno svolgimento, e nei mesi estivi l’effetto “ritardo” nell’accensione delle lampadine si colloca nelle ore serali, quando le attività lavorative sono per lo più terminate e fa registrare valori meno evidenti in termini di risparmio elettrico.

Il passaggio all’ora solare avviene l’ultima domenica di ottobre di ogni anno, come stabilito dalla Direttiva Europea 200/84CE, che prevede anche l’applicazione dell’ora legale alla fine di marzo. Questi spostamenti delle lancette in avanti o indietro sono obbligatori in tutti i Paesi membri dell’Ue proprio per risparmiare sui consumi di energia elettrica e sfruttare il più possibile le ore di luce naturale. Inoltre, come sostenuto dalla Commissione europea, rappresenta un vantaggio per settori come i trasporti e le comunicazioni, per la sicurezza stradale, le condizioni di lavoro, la salute, il turismo e il tempo libero.

Purtroppo, però, da anni è acceso un dibattito a livello comunitario sulla questione: non tutti i Paesi UE sono più concordi a mantenere questo cambiamento, al punto che la Commissione Europea ha stabilito che ogni Paese dovrà scegliere entro il 2021 quale orario adottare in base alle proprie esigenze. Per ora, il nostro paese ha scelto di proseguire sulla strada dell’alternanza ora legale/ora solare, per impattare meno sull’ambiente grazie a consumi di energia elettrica più contenuti e risparmi economici in bolletta.

 

Fonte: Terna

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