gratis il test genomico alle pazienti con tumore al seno in tutta la Toscana

 

 

Lo chiede una proposta di risoluzione, presentata dalla commissione Sanità presieduta da Stefano Scaramelli (Iv), che è stata approvata con voto favorevole all’unanimità

 

 

 

Firenze  –  Fare un test genomico gratuito alle pazienti affette da tumore al seno, per stabilire in quali casi sia possibile fare a meno della chemioterapia. E farlo in tutta la Toscana in maniera omogenea. Un’azione che può evitare cure pesanti e che sconvolgono la vita della donna, ma che ha anche alla fine un vantaggio economico, visto che un test costa molto meno di un ciclo di chemioterapia. Lo chiede una proposta di risoluzione elaborata dalla commissione Sanità, presieduta da Stefano Scaramelli (Iv), e approvata questa mattina, giovedì 5 marzo, con voto favorevole all’unanimità dei commissari.

L’atto nasce a seguito dell’audizione, tenutasi due settimane fa, delle rappresentanti dell’associazione Toscana Donna (un’organizzazione di secondo livello, che coordina le varie attività delle associazioni toscane che si occupano di tumore al seno), che per prime hanno avanzato questa richiesta.

La proposta di risoluzione impegna la Giunta “a valutare la possibilità di inserire il test genomico Oncotype DX nel nomenclatore tariffario regionale, rendendolo così disponibile a tutte le pazienti idonee residenti nel territorio toscano, offrendo contestualmente i migliori trattamenti oncologici e assicurando ai sistemi assistenziali vantaggi economici ottenuti dall’utilizzo del test”. Impegna la Giunta, inoltre, “a promuovere l’accessibilità al test garantendo la parità di trattamento per tutte le donne della Toscana, in modo da offrire la completa omogeneizzazione sul territorio regionale della diffusione del test genomico gratuito, affinché sia tutelata l’equità di trattamento sia per le prestazioni che per le offerte sanitarie”.

Secondo l’associazione Toscana Donna in donne giovani, con patologie a progressione lenta, la chemioterapia può essere evitata circa nel 70 per cento dei casi.

Il presidente Scaramelli, al termine dell’audizione, aveva promesso che la Commissione avrebbe al più presto prodotto, in maniera bipartisan, un atto di indirizzo a proposito. “Un modo – ha commentato – per evitare cure invalidanti e anche per impedire fenomeni di turismo sanitario e di concorrenza da parte di altre Regioni”.

 

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