Di Gregorio Andreini

Il Granturco Nano di Verni è una varietà di mais coltivata da più di un secolo nelle zone di Verni e Trassilico, nel comune di Gallicano in Media Valle del Serchio.

La pianta si caratterizza per essere piccola di altezza, con foglie decisamente strette, ciclo breve, ideale per terreni inclini alla siccità e di moderate esigenze, situati anche ad altezze più elevate o sottoposti a disagi logistici ed atmosferici. Ottima da coltivare anche in alta Garfagnana. La spiga, unica, situata abbastanza in basso, corta, conica e grande con variazioni cromatiche rosso arancio, come avviene per la farina profumata che produce. La varietà si semina da aprile a luglio e viene raccolta da luglio a settembre.

Tra i cibi tipici, vere e proprie prelibatezze, che si possono ottenere con i semi macinati del Granturco Nano di Verni, abbiamo l’infarinata, una delicata polenta cotta in acqua con grasso di maiale, fagioli e cavolo nero, da consumare anche a fette riscaldata per poco tempo sul fuoco. Oppure la polenta detta incagiata, con ragù di carne e formaggio. Altra preparazione tradizionale sono i migliecci, schiacciate tipiche locali preparate con un impasto di acqua, farina di grano e di mais o formentone, ripiene di pancetta o lardo. Ottimo accompagnamento per la minestrella di Gallicano fatta con erbi di campo e fagioli. Nel vicino comune di Molazzana si realizzano invece le crisciolette, grosse cialde di spessore modesto, gustosa delizia garfagnina. Frequente era anche l’utilizzo delle pannocchie a maturazione lattea, abbrustolite sul fuoco.

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