Gli antichi mestieri: il carbonaio.

In passato, quando il gas non aveva ancora fatto la sua comparsa nelle abitazioni, il carbone era uno dei pochi combustibili con cui l’uomo poteva riscaldarsi e cuocere il cibo. Per gran parte dell’anno il carbonaio viveva nella foresta al fine di accumulare sufficiente legna da cui ottenere il carbone. Nella macchia egli prediligeva tagliare alberi come il cerro, la quercia, il carpine, l’ornello e il leccio, in quanto l’esperienza insegnava che da essi si poteva ricavare un prodotto migliore, rispetto a quello fornito da legni come il salice e il pioppo. Il taglio del bosco avveniva tutto manualmente, con l’accetta, la legna veniva trasportata a dorso d’asino e con il “cavallo” una sorta di cavalletto portato a spalla, che poteva contenere tra i 40 e i 50 chili di legna. Il procedimento è quello antico, di sempre: il legname veniva composto in una cupola, con un foro in cima, poi il tutto viene ricoperto di terra, gettato il fuoco e ricoperto il foro con una lastra, in modo che tutto bruci senza ossigeno…
Ma ormai il vecchio mestiere del carbonaio sta scomparendo dai boschi e pochi lo ricorderanno e lo sapranno tramandare…

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