Giurlani “  L’ospedale della Valdinievole c’è già, va invece potenziata l’offerta sanitaria e sostituite le professionalità che si stanno perdendo”
Il sindaco di Pescia Oreste Giurlani interviene sulla questione ospedale della Valdinievole evocata in sede elettorale in queste ore.
“Non voglio entrare nel merito della specifica uscita elettorale, che auspica un nuovo ospedale della Valdinievole, utilizzando i soldi del recovery fund e mes- dice il primo cittadino pesciatino-. Tutte suggestioni che ci stanno, in questo momento. Per chi amministra quotidianamente il territorio, invece, c’è bisogno di concretezza e quindi credo sia bene restare con i piedi per terra e valutare la situazione per quella che è davvero.
L’ospedale della Valdinievole esiste già, funziona bene e i suoi operatori hanno sempre dato prova di grande capacità e qualità, come ha dimostrato l’emergenza covid-19.  Il SS Cosma e Damiano di Pescia ha probabilmente bisogno di qualche intervento strutturale, ma quello che preoccupa davvero è la perdita di figure professionali di spicco che non vengono rimpiazzate.
Un problema, questo, che ho avuto modo di sottolineare con una lettera ufficiale che ho inviato lo scorso 6 agosto in cui chiedevo alla direzione della Asl un incontro per avere riscontro in merito all’intrecciarsi di voci e segnalazioni che darebbero per certa la perdita di importanti professionalità, che non sarebbe intenzione del sistema sanitario toscano integrare e sostituire, come l’anestesista, il primario del Pronto Soccorso e alcuni chirurghi che stanno già venendo meno rispetto alla pianta organica funzionale del nosocomio.
In attesa che si svolga questo incontro, la cui realizzazione è certamente slittata per le ferie estive, confermiamo tutto il nostro apprezzamento per quello che è stato fatto dagli operatori sanitari dell’Ospedale Ss Cosma e Damiano in questa emergenza sanitaria, dimostrando grande impegno e capacità.
Proprio per questo riteniamo necessario e prioritario che anche a livello regionale si lavori affinchè il personale mancante sia reintegrato e quello esistente valorizzato sempre di più, per evitare un processo che ci pare in atto e che prelude a un progressivo impoverimento dell’offerta sanitaria dell’ospedale che possa poi portare a un suo declassamento.
Questa sarebbe una vera sciagura per il territorio e per i cittadini, come questa pandemia ha ben messo in evidenza. Altre ipotesi sono belle ma, se permettete, a mio avviso ci sono altre priorità, a partire dal progetto del Distretto Socio- Sanitario di via Fiorentina, già concordato con la Asl e la stessa regione Toscana ”.                                                                                                                                                    

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