Giurlani “. Il comparto florovivaistico ha bisogno ora più che mai di compattezza e non di fughe in avanti per scopi poco chiari.  Fuori luogo la polemica su Ismea”
 
Appena si potrà riunire il prossimo consiglio comunale, si tornerà a parlare ampiamente  del  Mefit e quindi, in generale, del florovivaismo, tema  al centro di una interrogazione a risposta scritta presentata dal consigliere di opposizione Giancarlo Mandara.
Il sindaco di Pescia Oreste Giurlani ha girato in queste ore allo stesso Mandara la lettera dell’amministratore unico del Mefit Antonio Grassotti, che risponde punto per punto alle osservazioni contenute nell’interrogazione da lui presentata .
In essa si ricorda che se in condizioni normali le quotazioni settimanali sono presenti sulla piattaforma Ismea, ora, con la contrattazione della platea ferma, non possono esserci. Infatti, per la conformazione del nostro mercato che stabilisce i prezzi dall’incontro fra la domanda e l’offerta, oggi non è possibile farlo. Quando la platea delle contrattazioni del Mefit di Pescia sarà riaperta, le quotazioni torneranno su Ismea, come sempre. Citare Sanremo e Terlizzi dimostra il poco senso di questi rilievi: per Terlizzi si tratta addirittura di un errore, subito corretto, mentre Sanremo funziona solo , come mercato dei fiori, all’incirca al 20%. Tutti gli altri mercati sono, come Pescia, chiusi.
“Noi siamo seriamente preoccupati della situazione del florovivaismo e in generale dell’intero sistema economico-produttivo pesciatino e nazionale. Venendo al tema dell’interrogazione, da quanto ci comunica l’amministratore unico del Mefit, quindi, si tratta quindi della classica tempesta in un bicchiere d’acqua- commenta Oreste Giurlani, che è anche presidente dell’associazione temporanea di scopo per il distretto florovivaistico Lucca-Pescia- ampiamente smentita e ridimensionata dai fatti. Dispiace che ci sia qualcuno che si presta a fughe in avanti che vengono architettate per scopi poco chiari, che non sono certamente quelli di aiutare un comparto in grande sofferenza che dovrà lottare per superare questa crisi sanitaria e soprattutto economica. Non è certo la quotazione su Ismea il problema dei 400 coltivatori pesciatini, speriamo che tutti lo capiscano prima possibile”.

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