Giurlani commenta la sentenza di secondo grado della Corte dei Conti “ Ma il Durc che fotografa la situazione quando ho lasciato Uncem non conta nulla?”
Il sindaco di Pescia Oreste Giurlani, sospeso dalla carica fino al prossimo 7 luglio, commenta la notizia del secondo grado della Corte dei Conti di Firenze.
“Avendo sempre avuto rispetto negli organi giudiziari e delle loro sentenze, mi limito a dire che mi pare che i presupposti di questo secondo grado tengano troppo conto del processo penale e poco delle prove che abbiamo presentato. Mi riferisco in particolare al Durc ( che allego) fatto poche ore prima che lasciassi la carica di presidente Uncem.
Il documento ufficiale dell’Inps e dell’Inail , che viene utilizzato per valutare lo stato di salute e la correttezza amministrativa di ogni impresa o partita iva,  è inequivocabile : afferma senza tema di smentita che Uncem, quando ho lasciato questo organismo, era perfettamente in regola con  i versamenti dei contributi e degli adempimenti fiscali. Visto che quello che è successo dopo, ovviamente, non mi riguarda, nel terzo grado, al quale i miei avvocati stanno già lavorando, si dovrà essenzialmente valutare meglio questo elemento  ed altre situazioni che a me sembrano molto evidenti.
C’è poi un aspetto politico-morale da quello che si legge, sulla sentenza. Emerge chiaramente che a fronte di qualche situazione poco chiara, riguardante la gestione amministrativa che io, in qualità di presidente, controllavo marginalmente essendoci persone delegate a farlo, il mio impegno è stato assoluto e mi sono dedicato al bene dei comuni che facevano parte di questa associazione.
Ho sempre lavorato per i cittadini, sia come presidente Uncem che come sindaco di Pescia, e questo compare in modo netto. Nessun vantaggio personale, a nessun titolo, ma tanto lavoro, ore e chilometri dedicati alla missione che stavo svolgendo.
Ho lavorato anche per conto della regione Toscana, impegnandomi al massimo, senza risparmiarmi mai, come i cittadini di Pescia ben sanno essere il mio modo di concepire il mio mandato amministrativo. Ammetto che per quanto riguarda l’Uncem, un organismo non del tutto strutturato e sostanzialmente privato,  era forse necessario procedere con più calma e lentamente, ma tutto è stato fatto per aiutare gli amministratori e i cittadini. Non credo sia una colpa e spero che tutto questo, alla fine,  troverà un giudice disposto a valutarlo senza pregiudizi e analizzando gli obiettivi cercati e centrati e il lavoro fatto per la collettività”.

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