Le grandi corse a tappe del Ciclismo internazionale devono spesso fare i conti con improvvise infezioni, soprattutto respiratorie e gastroenteriche, in grado di condizionare anche pesantemente le prestazioni degli atleti in gara: il problema è a livello immunitario, infatti le cellule del sangue deputate alla difesa da attacchi batterici e virali, i linfociti, vanno incontro a calo transitorio dopo intenso esercizio fisico. Il fenomeno, che prende il nome di “open window” (“finestra aperta”: ovviamente alle infezioni ), è massimo durante le lunghe competizioni, esponendo i ciclisti ad un particolare rischio infettivo per potenziale contagio, sostenuto da agenti patogeni ambientali, soprattutto nei trasferimenti fra tappe e durante la permanenza in strutture alberghiere (vapore acqueo delle docce, aria condizionata, contaminazione invisibile delle camere). Il problema è certamente transitorio, dato che l’assetto immunitario degli atleti è notoriamente più efficace rispetto ai soggetti normali, ma diventa importante nelle competizioni lunghe: la vasta letteratura disponibile sull’argomento ha infatti potuto evidenziare significativo aumento della probabilità di contagio (e decorso clinico peggiore), specialmente quando l’atleta riprende la gara durante il periodo di incubazione. Le patologie correlate sono le più varie, più spesso virali (manifestazioni erpetiche, malattie delle prime vie respiratorie) ma possono aumentare in gravità se sostenute da batteri: l’attenzione si è recentemente concentrata sulla Legionella pneumophila, le cui manifestazioni sub-cliniche (“Febbre di Pontiac”) sono spesso confuse con “banale” influenza, sempre comunque in grado di interferire con le performances atletiche, data la lentezza nella risoluzione e la tendenza a recidivare.

Per questo Astana Pro Team, la squadra kazaka nata nel 2007, nota agli appassionati di Ciclismo per le vittorie di Contador e Nibali, presente al “Giro d’Italia” 2019 affidando le proprie chanches di successo al giovane campione colombiano Miguel Ángel López, ha aderito ad un programma di disinfezione ambientale messo a punto da Infinity Biotech S.p.A., azienda italiana leader mondiale nella ricerca in questo settore.  Un team di Esperti, guidati dal prof. Roberto Facchini Hernandez (Tecnologo, CEO e Direttore Ricerca & Sviluppo di Infinity Biotech S.p.A.), in collaborazione col prof. Massimo Radaelli (Biologo, Direttore scientifico di Infinity Biotech S.p.A. e Coordinatore del Comitato scientifico dell’Azienda) e col dott. Andrea Fraschini (Medico specializzato in Patologia d’urgenza e Chirurgia addominale e toracica), ha messo a punto un protocollo a garanzia della salute degli atleti, che prevede, nei grandi giri ciclistici:

  1. Disinfezione totale del bus degli
    atleti ad ogni tappa
    : mezz’ora prima che gli atleti abbiano
    accesso all’interno del bus, lo Staff tecnico di Infinity Biotech S.p.A. disinfetterà in
    pochissimi minuti l’interno del mezzo, con le tecnologie più efficaci ed
    avanzate, consentendo agli atleti di viaggiare in un ambiente ecologicamente
    sanificato, a tutto vantaggio della loro salute, con efficace prevenzione di
    potenziali contagi di infezioni aerotrasmesse.
  2. Disinfezione totale delle camere di albergo: prima
    dell’arrivo dell’atleta, lo Staff tecnico di Infinity Biotech S.p.A. eseguirà, con
    le tecnologie più efficaci ed avanzate, la disinfezione della camera dove alloggerà.
    Dormire, lavarsi e riposare in un ambiente totalmente privo di inquinamento e
    rischio infettivo (senza batteri altri microrganismi patogeni) rappresenterà un
    vantaggio notevole per l’atleta, con prevenzione di possibili contagi per
    infezioni ambientali.

“Natura docet” pubblicherà nel numero di maggio un articolo esaustivo sull’argomento.

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