Giovedì Santo: la processione dei crocioni

In tutte le Chiese, domani sera, si può assistere alla tradizione cerimonia della “lavanda dei piedi”. Il sacerdote ripete il gesto di Gesù, riportato nel Vangelo di Giovanni, al capitolo 13: Gesù si alzò da tavola, depose le vesti e preso un asciugatoio se lo cinse attorno alla vita, versò dell’acqua nel catino e con un gesto inaudito, perché riservato agli schiavi ed ai servi, si mise a lavare i piedi degli Apostoli, asciugandoli poi con l’asciugatoio di cui era cinto.
La lavanda dei piedi era una caratteristica dell’ospitalità nel mondo antico, era un dovere dello schiavo verso il padrone, della moglie verso il marito, del figlio verso il padre. Era quindi questo un gesto di umiltà e sottomissione.


Segue la cerimonia della legatura delle campane, che devono tacere fino al Sabato Santo per consentire il massimo raccoglimento. Sono queste le cerimonie che si ripetono da centinaia e centinai di anni in tutte le chiese.

A Castiglione Garfagnana se ne aggiunge una terza ed estremamente suggestiva: la “processione dei crocioni”, cerimonia molto particolare per le modalità che la caratterizza. La figura centrale è il Gesù vestito di bianco, incappucciato, a piedi scalzi, incatenato, impersonato da un uomo del paese la cui identità è conosciuta soltanto dal parroco e dal responsabile della Confraternita. La processione accompagnata dal suono dei tamburi dei figuranti, parte dalla chiesa di San Michele ed affronta un sentiero assai difficoltoso, illuminato dalle sole fiaccole dei partecipanti, nel corso del quale il Gesù che trasporta una grande croce cade tre volte.
La tradizione vuole che colui che impersona Gesù rimanga chiuso in un armadio della sacrestia fin dal primo pomeriggio per uscirne di sera al momento della processione. Si avvicina all’altare dove riceve il bacio traditore di Giuda e dove i soldati lo catturano ponendogli sulle spalle la pesante croce. Afferma Samuele Cecchi, un importante studioso delle nostre tradizioni, che la «processione dei crocioni», sia pure con qualche modifica, si ripete con continuità, almeno dalla prima metà del secolo XVII. Appartiene quindi alle ‘nobili’ tradizioni della nostra Terra, da conservare certamente, e da conoscere partecipandovi.

Un momento della processione dei crocioni a Castiglione Garfagnana

FONTE GIAMPIERO DELLA NINA

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