Giornata Mondiale senza tabacco – Un italiano su quattro è schiavo del vizio del fumo

 

 

Il consumo di tabacco (tabagismo) rappresenta uno dei più grandi problemi di sanità pubblica a livello mondiale ed è uno dei maggiori fattori di rischio nello sviluppo di patologie neoplastiche, cardiovascolari e respiratorie. Ed anche uno dei più grandi affari mondiali!

Il tabacco provoca più decessi di alcol, Aids, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi assieme. Il fumo di tabacco, in particolare, è una causa nota o probabile di almeno 27 malattie, tra le quali bron­copneumopatie croniche ostruttive e altre patolo­gie polmonari croniche, cancro del polmone e altre forme di cancro, cardiopatie, vasculopatie.

Secondo i dati dell’OMS, il fumo di tabacco è la più grande minaccia per la salute e il primo fattore di rischio delle malattie croniche non trasmissibili a li­vello mondiale, con circa un miliardo di fumatori, di cui circa l’80% vive in Paesi a basso e medio reddito, nei quali il carico di malattia e mortalità collegato al tabacco è più pesante. Il 70% dei consumatori inizia a fumare prima dei 18 anni di età e il 94% prima dei 25 anni.

L’OMS stima che ogni anno, nel mondo, più di 8 milioni di persone muoiono a causa del consumo di tabacco.

E peccato che non ci siano dati certi sui morti per inquinamento!

 

In Italia, il Ministero della Salute stima che siano attribuibili al fumo di tabacco oltre 93.000 morti all’anno (il 20,6% del tota­le di tutte le morti tra gli uomini e il 7,9% del totale di tutte le morti tra le donne) con costi diretti e indiretti pari a oltre 26 miliardi di euro (Tobacco Atlas sesta edi­zione). Per quanto riguarda i tumori, il tabacco è il fattore di rischio con maggiore impatto a cui sono riconducibili almeno 43.000 decessi annui.

Oltre il 25% di questi decessi è compreso tra i 35 ed i 65 anni di età.

La notizia di oggi è che torna a crescere il consumo di tabacco ed ormai un italiano su quattro cioè il 25% si può considerare dedito al tabagismo. Non parliamo dei giovani, dove tra un mojto e l’altro non si fa che fumare e non sempre Malboro…Il che fa davvero un bel cocktail!

Torna infatti, a crescere il numero di fumatori in Italia: sono circa 800mila in più rispetto al 2019.

È il primo incremento significativo dal 2006 e riguarda sia uomini che donne.

Non solo. È triplicato il consumo di sigarette a tabacco riscaldato. È la fotografia scattata dal report dell’Istituto superiore di sanità in occasione della Giornata mondiale senza tabacco promossa dall’Oms, che si celebra il 31 maggio. Quasi un italiano su quattro (il 24,2%) è un fumatore: una percentuale che non veniva registrata dal 2006. Nel 2019, ultimo anno di rilevazione pre-pandemica, la percentuale di fumatori era del 22%.

 

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