Giacomo Puccini e il Bazzone di Ghivizzano

E’ da molto che voglio togliermi un sassolino da una scarpa ed è venuto il tempo.68b62085e41e8f225811766f8d5eb2bb_xl

Parlerò dei prodotti tipici del nostro territorio e della loro importanza nella nascita del turismo a Lucca e nella Valle del Serchio.

L’APT cercava ai primi degli anni ’90, in cui il turismo da noi era un optional per pochi intimi, dei testimonial su cui incentrare le future campagne di promozione turistica.

La strada maestra per noi era unire la valorizzazione delle bellezze artistiche e paesaggistiche del territorio con l’esaltazione dei prodotti tipici delle nostre zone.

Convinti come siamo ancora che un turista viene da noi per l’arte, la cultura, il territorio ma va via portandosi dietro sempre un ricordo tangibile della sua vacanza che spesso è un prodotto tipico.

Un Sindaco, una volta, ci accusò pubblicamente di vendere Puccini con il Salame Garfagnino….ed era vero. E’ su questa unione che è decollato il Turismo da noi, piaccia o non piaccia.

Puccini, le Mura, i pregevoli Centri Storici, i Monumenti, le Basiliche, i Musei, i Parchi sono ottimi veicoli per la promozione e la comunicazione, ma il ricordo tangibile che un turista si porta tornando a casa è fondamentale per il passaparola con gli amici.

Ai primi anni ’90 i Prodotti tipici, come tutto il resto, dagli Agriturismo ai B&B, dai Ristoranti ai Bar con tavoli e sedie nelle piazze, erano rari, a Lucca come in Garfagnana.

Tutto è stato costruito faticosamente in questi 25 anni, in un rapporto positivo fra privati imprenditori, coraggiosi e illuminati, Enti Locali e APT.

Per la riscoperta e la valorizzazione dei prodotti tipici, la Camera di Commercio e l’APT hanno lavorato con una promozione legata al territorio, convincendoli con un assioma incontrovertibile: Credere nel Turismo per vendere i propri prodotti con un doppio valore: la vendita è per contanti, a prezzi pieni e nel contempo si fa un eccellente promozione per altri futuri turisti-clienti.

Per questo abbiamo realizzato Il Desco.

Per questo abbiamo portato decine di fattorie del Vino e dell’Olio a curare la vendita al dettaglio aprendo anche alla visita delle loro aziende e non solo.

Per questo abbiamo convinto piccoli produttori di Salumi, Miele, Farro, Castagne, Pane, Dolci e così via a valorizzare la storia, misconosciuta, delle loro micro-produzioni, affinché fossero più riconoscibili, più legate al territorio, più ricordabili dai turisti: Perché il passaparola trovasse leggende e storie vere che il turista potesse raccontare a casa, degustando una nostra prelibatezza, insieme agli amici, incuriosendoli a visitare un territorio così completo e raro.

Alla eccezionale qualità dei prodotti salumieri della Valle del Serchio, siamo riusciti ad abbinare antiche storie di tradizione orale, leggende, che hanno dato agli stessi, un inedito appeal, dal punto di vista del Turismo.

Tutto per creare valore aggiunto a produzioni limitate, valorizzando prodotti, frutti solitari di antichi Norcini e Mugnai, in sparuti borghi del nostro territorio, non ripetibili altrove.

Di qui la mancanza di una vera e consolidata tradizione complessiva con il prevalere di localismi, di prodotti di nicchia, di comunità vicine ma con radici e tradizioni diverse, spesso divise in Staterelli ferocemente nemici fra loro.

Il Bazzone, la Mondiola, Il Biroldo, la Soppressata, il Linchetto, il Lardo e il Salame Garfagnino ma anche il Tizzone di Giustagnana, sul versante versiliese, accompagnano ormai da anni, con successo, lo sviluppo turistico delle nostre zone.

Il Bazzone, punta di diamante del settore, è realizzato da soli tre produttori.

Prodotti che nascono nella notte dei tempi, fra i Castelli di Castruccio, fatti con maiali enormi, per prosciutti giganti che per essere ben tagliati dovono essere impugnati alti su un becco che viene creato tagliando la coscia un po’ più in alto, la “bazza” appunto.

Allora le poche centinaia di maiali del territorio erano sufficienti a garantire tutta la produzione.

Il successo per la qualità della carne, per la stagionatura, per la sua storia ha fatto del Bazzone un prodotto di eccellenza e di grande successo e quindi di grande produzione.

Pensare oggi che siano solo maiali della zona è sciocco, non sarebbe neppure sufficiente se ogni abitante della Valle del Serchio, allevasse un maiale, visto che gli abitanti non arrivano a 60.000.

L’importante è che vi sia una differenziazione, di etichetta e di prezzo, enorme, fra il Bazzone Presidio Slow Food e il Bazzone “più commerciale”, ma sempre di eccelsa qualità perché quello che determina il sapore del Prosciutto è il maiale: il suo mangiare, l’habitat, l’affollamento, più che il territorio geografico di allevamento. Per non parlare della stagionatura e degli inimitabili Norcini.

Dobbiamo dare atto ai produttori lucchesi e garfagnini di Olio, Vino, Salumi, Farine e di tutto il resto dell’enorme contributo che hanno dato all’espandersi del turismo nelle nostre zone, attraverso la qualità del prodotto e un passaparola gustativo, che è assai più importante di qualche leggenda evocante il Mito.

francesco colucci,

 

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