Dopo il ritrovamento di numerose tracce, un altare e due rospi sacrificati alla Cascata della Pendolina, la nuova indagine si concentra sempre nella stessa zona ma dalla parte opposta, lungo il Sentiero del Lupo nel territorio di Fabbriche di Vallico.

Percorrere il sentiero è facile essendo tenuto e ampiamente segnalato. Bastano pochi minuti per avventurarsi nel profondo del bosco ed avere la sensazione di isolamento completo. Durante i primi 20 minuti di camminata non si nota niente di anomalo, se non alcuni sassi di grosse dimensioni messi sul sentiero o ai lati. Non si capisce bene se tali sassi devono significare qualcosa oppure sono soltanto frutto di frane, anche se anomale. Ad un certo punto si arriva ad una Mestaina, una piccola capanna in pietra e cemento che in passato era riparo per viandanti, pastori e boscaioli. Solitamente venivano costruite dove le strade di montagna si intersecavano, dietro la credenza che il Diavolo si celasse negli incroci. In questo caso il tratto di sentiero, ad oggi, è dritto. All’interno della Mestaina si trova una piccola Madonna protetta da una teca di vetro con all’esterno dei ramoscelli.

Ad un attento esame non si rilevano segni, scritte o residui di rituali. Si nota chiaramente che sotto la statua è stato acceso un fuoco e dalle ceneri spunta un ramoscello messo in quella posizione. In questo caso non è possibile stabilire per quale motivo sia stato acceso quel fuoco, anche se l’esperienza tenderebbe ad ipotizzare un presunto rituale molto semplice e “primitivo”. Sono totalmente assenti altari, pietre o legna messa in maniera simbolica. Nessun segno all’interno e all’esterno.

La sensazione non è delle più piacevoli, sia per l’isolamento sia per i rumori particolari che arrivano dal bosco. Il fascino della natura sembra in qualche modo allontanare più che ricaricare le energie.

In ogni modo l’indagine non rileva niente di anomalo in tempi recenti, tolto quel fuoco con il ramoscello posto successivamente. La piccola statua della Madonna non ha subito alcun tipo di vandalismo come tutta la struttura.

Lungo la strada del ritorno viene ispezionato un Metato in totale stato di abbandono. Anche in questo caso non ci sono tracce di riti o altro.

La sensazione però è sempre la medesima. Bellissima la natura ma “pesante” l’atmosfera.

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