Migliaia di persone attese a Gallicano per la manifestazione di punta dell’estate in Valle del Serchio

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anca poco più di un mese alla prima uscita del Palio di San Jacopo a Gallicano, più di mille persone impegnate nella sfilata, un intero paese che per mesi lavora, cuce, incolla, prova, canta e balla. Nato negli anni 70 come una colorata sfida-satira rionale, il Palio è diventato nel tempo parte integrante della comunità gallicanese. Rispetto ad altre manifestazioni similari il Palio di Gallicano non ha origini medievali ma è nato per caso nel 1971 da una idea della Pro Loco, che chiese ai rioni impegnati in una gara sportiva (staffetta) di vivacizzare l’attesa con manifestazioni rionali per le strade del paese. All’epoca i rioni erano quattro: Roccaforte, Bufali, Dinamite e Strettoia. Il rione Dinamite, nel 1972, cambiò nome nell’attuale Monticello, mentre nel 1978 la Strettoia e la Roccaforte si unirono in un solo rione chiamato Borgo Antico. Lo spettacolo del Palio si svolgerà nelle tre piazza principali: piazza Vittorio Emanuele, piazza del Popolo e piazza Caponnetto. L’esibizione dei tre rioni è preceduta dall’ingresso delle Portabandiera che riscaldano l’atmosfera e introducono gli spettatori nel loro mondo colorato e festoso. Impossibile non restare affascinati dalla bellezza e dalla perfezione dei costumi, come del resto dalle coreografie e dall’impegno profuso da ogni partecipante che per tutta la durata dell’esibizione non si risparmia minimamente. I carri allegorici completano il quadro fornendo uno spettacolo che non teme rivali ed attira migliaia di spettatori.

simone

© photo Ismaele Saisi e Massimiliano Bacci

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