FUSIONE DEI COMUNI. INIZIATIVA PER IL NO A CASTIGLIONE DI GARFAGNANA

 

 

La campagna referendaria per la fusione dei Comuni di Castiglione Garfagnana e Villa Collemandina sta entrando nella fase centrale. L’iniziativa principale del fine settimana si svolgerà a Castiglione. Venerdì 11 maggio alle ore 21:00, nella piazza Vittorio Emanuele (in sala consiliare in caso di maltempo), verranno illustrate le ragioni del NO, da parte del Comitato per l’Attuazione della Costituzione Valle del Serchio e del gruppo consiliare di minoranza Innovarsi per Castiglione.

Interverranno il consigliere comunale Stefano Folegnani e gli attivisti del Comitato, Mario Regoli, Leonardo Mazzei e Marco Bonini.

 

I Sindaci dei Comuni interessati dalla consultazione, Gaspari e Tamagnini, non hanno mancato di lanciare nell’arena il solito ritornello che ormai accompagna ogni referendum locale o nazionale, circa il fatto che si tratterebbe dell’ultimo treno disponibile e che non vi sarebbero altre occasioni; ci auguriamo che le popolazioni rifiutino anche questo passaggio, così come hanno evitato di salire sul treno del referendum costituzionale di Renzi del 2016 e sul “trenino” di Appennino in Garfagnana nello scorso autunno.

 

Vogliamo semmai sottoporvi questa nostra riflessione.

L’articolo 119 della Costituzione Repubblicana recita:

La legge dello Stato istituisce un fondo perequativo, senza vincoli di destinazione, per i territori con minore capacità fiscale per abitante.

Le risorse derivanti dalle fonti di cui ai commi precedenti consentono ai Comuni, alle Province, alle Città metropolitane e alle Regioni di finanziare integralmente le funzioni pubbliche loro attribuite.

Per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale, per rimuovere gli squilibri economici e sociali, per favorire l’effettivo esercizio dei diritti della persona, o per provvedere a scopi diversi dal normale esercizio delle loro funzioni, lo Stato destina risorse aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di determinati Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni.

 

I Sindaci di Villa Collemandina e Castiglione Garfagnana in un loro volantino congiunto distribuito in questi giorni per illustrare le ragioni della loro iniziativa “fusionista” scrivono tra l’altro:

“ (…) Ebbene oltre alla spinta delle Istituzioni superiori che, come sapete da diversi anni invitano, per non dire costringono, i piccoli Comuni ad accorparsi per poter sopravvivere, con i continui tagli ci obbligano a ridurre a zero i servizi ed aumentare la tassazione sui cittadini per poter coprire solo lo spese ordinarie. …. La paura per possibili accorpamenti forzosi imposti dal governo, che porterebbero inevitabilmente a soluzioni non idonee, ci ha fatto vedere fuori dai nostri confini “

Comprendiamo la difficoltà dei Sindaci, ma loro stessi rendono evidente il comportamento anticostituzionale del Governo centrale.

I Sindaci Gaspari e Tamagnini in più di un’occasione hanno paventato l’ipotesi che i trasferimenti statali verso i Comuni possano addirittura azzerarsi entro il 2021;  se ciò si verificasse sarebbe confermata l’assoluta inadempienza costituzionale nell’azione del governo centrale.

A questo punto i cittadini devono scegliere tra due alternative: accettare questa deriva di tagli economici agli Enti Locali ed al tessuto democratico che essi rappresentano, subendo il “ricatto” delle fusioni dei Comuni; oppure contrastare queste politiche, rifiutarsi di cedere ai diktat, esprimendo perciò un NO deciso e convinto anche a questa fusione.

Ognuno scelga da che parte stare.

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