Nella giornata di sabato 28 maggio, al grido “Fuori tutti!” hanno scioperato con picchi di adesione fino al 60% i lavoratori e le lavoratrici delle aziende aderenti a Federdistribuzione (Esselunga, Pam, Ovs, Metro, Bricocenter, Penny Market, Carrefour…) che a livello regionale contano circa 35mila unità e nella provincia di Lucca 1500 addetti. Si tratta di una battaglia che ci ha portato al terzo sciopero nel giro di 6 mesi e finalizzata al rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro, scaduto ormai da 30 mesi. Le richieste da parte datoriale sono infatti irricevibili perché non si può accettare che non venga riconosciuto il periodo di vacanza contrattuale per il quale ogni lavoratore del settore ha già perso una cifra pari a una mensilità circa, così come non si può accettare che le aziende eroghino per propria decisione unilaterale una cifra una tantum di 15 euro come anticipo su futuri aumenti salariali. E come non si può pensare di rinnovare un contratto al quale le aziende con il pretesto della crisi possano derogare in qualsiasi momento. Le organizzazioni sindacali non intendono accettare un rinnovo capestro e per questa ragione hanno indetto a livello unitario per la giornata di oggi uno sciopero nazionale che è sfociato in manifestazioni territoriali come quella di questa mattina a Lucca, che ha visto oltre 200 lavoratori e lavoratrici sfilare per le vie del centro cittadino e presidiare alcuni punti vendita della grande distribuzione organizzata.

Al termine del corteo che è sfociato in un presidio davanti alla Prefettura, una delegazione di rappresentanti dei lavoratori è stata ricevuta dal Capo di Gabinetto Dott.ssa Antonelli, alla quale sono state rappresentante le motivazioni di questa straordinaria mobilitazione che trasmetterà al Consiglio dei Ministri. Come è stato detto la situazione è allarmante perché oltre al contratto della grande distribuzione, attendono il rinnovo circa il 70/80% dei contratti collettivi dei settori del terziario in alcuni casi anche da diversi anni, così come avviene nel pubblico impiego ed in altri settori privati. Il forte ed inedito attacco ai diritti ed alla dignità dei lavoratori passa quindi attraverso la volontà di non rinnovare i contatti nazionali così come attraverso lo smantellamento del sistema pensionistico e le novità introdotte dal Jobs Act, tutte azioni volte ad indebolire la classe lavoratrice. Seguiranno ulteriori mobilitazioni.

Valentina Gullà – Filcams CGIL Lucca

Giovanni Bernicchi – Fisascat CISL

Giovanni Sgrò ed Elda Bizzarro -Uiltucs Toscana Nord

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