FRITTATA DI LOPPORI, NOPPOLI, BRUSCANDOLI

chiamateli come volete, è il luppolo selvatico che cresce sulle siepi, sulle reti; ad aprile e maggio, quello con cui si fà anche la birra, è il momento di raccogliere le punte che sono belle gonfie, tant’è vero che in Versilia c’è una frase tipica che recita così: nun lo vedi che sei gonfio come un noppolo, mentre in lucchesia e Garfagnana di uno che ha mangiato a dismisura dice: son pién come un lopporo.

Detto questo possiamo raccontare che in Veneto con queste punte, i bruscandoli, fanno una minestra deliziosa, hanno un sapore leggermente acidulo, agro, ma noi facciamo una frittata tipica e antica, saporita e facile da fare.


Si tritano due spicchi d’aglio e si profuma un pò d’olio in una padella possibilmente di ferro, di quelle vecchie della nonna, quelle che non vanno lavate ma pulite con la carta gialla, insaporite le punte belle carnose e freschissime.

Dopo alcuni minuti toglieteli dalla padella e tritateli grossolanamente, sbattete le uova, aggiungete i loppori e fate la frittata come siete soliti fare.

Vi ricordo anche la frittata di “sparavelli” come li chiamano in Versilia che non sono altro che gli asparagi selvatici, gli asparagi di monte che spuntano dalle piante di asparagina e si raccolgono da fine febbraio a maggio inoltrato a seconda del tempo che fà.
Una considerazione, visto che questo luppolo selvatico è adattissimo a risotti, ad essere consumato con olio e limone, io consiglio, ma è un mio consiglio non quello di un medico, di lessare il luppolo e gettare l’acqua, di non farne troppo uso perché su alcune persone può dare senso di nausea o di vertigine, un pò come succede in maniera diversa con le fave, ma questo detto senza allarmarvi, non è un veleno.
FONTE EZIO LUCCHESI

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