FRIGO’  – c’è una diatriba tra i paesi di Querceta e di Seravezza per questa ricetta: è meglio la mia, no la mia.

 

Io cerco di far pari tutti e di raccontarvi entrambe le ricette perché entrambe sono deliziose e di diverso sapore.
Intanto per il Frigò di Seravezza ci vuole la vecchia padella della nonna, quella di ferro e fortunato chi ce l’ha ancora, gli altri si devono adattare ma sappiate che i sapori cambiano, per l’altro Frigò invece una bella teglia.
FRIGO’ DI QUERCETA
si tagliano a pezzi patate, (le patate dovranno essere di più dell’insieme degli altri ingredienti) cipolle meglio se bianche, zucchini, pomodori, poi prezzemolo tritato, foglie di basilico, pezzi di aglio, sale e pepe, mescolate bene tutto, mettete tutto in teglia.

 

 

 

 

 


Nella teglia mettete acqua dove avrete fatto sciogliere un dado di carne, fino a metà degli ingredienti, bagnate tutto con olio, qualche fiocchetto di burro sopra, infornate mescolando di tanto in tanto, quando il Frigò è asciutto e le verdure hanno la crosticina è pronto, lasciate però un pò di sughetto che torna comodo pr inzupparci il pane.
FRIGO’ DI SERAVEZZA
tagliate a fette cipolle e patate in ugual misura, in fette alte mezzo centimetro, mettetele nella padella di ferro conditele con olio sale e pepe e una punta di peperoncino, fate rosolare a fuoco basso poi aggiungete pomodori freschi o pelati spappolati con le mani,basilico strappato con le mani, alzate il fuoco e cuocete.
Entrambe le preparazioni sono gustosissime, si servono con le carni arrosto, alle braci e anche al normale lesso, alle fettine di carne impanate e fritte ma anche pesci lesati, arrosto e alle braci o fritto.
Nelle foto le copolle massesi per il frigò di Querceta e il Frigò di Seravezza

FONTE EZIO LUCCHESI

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