È con grande piacere che posso attestare che Roberto Solimè è stato un pioniere nel seguire le mie indicazioni nell’uso delle “basse energie” nella produzione di prodotti erboristici per la bellezza e per il benessere. La realizzazione, inoltre, della “Piramide” (concentratore di energia), l’acqua energizzata e i sistemi di produzione, di altissima qualità, ne sono la prova evidenteProf. Piergiorgio Spaggiari Fisico/ Medico

 

 

Nel secondo secolo prima di Cristo, Antipatro di Sidone, letterato e poeta greco che visse lungamente a Roma, citato da Cicerone come sommo esempio oratorio, annoverò la Piramide di Cheope fra le “7 meraviglie” del mondo, insieme ai Giardini pensili di Babilonia, alla Statua di Zeus a Olimpia, al Tempio di Artemide ad Efeso, al Colosso di Rodi, al Mausoleo di Alicarnasso e al Faro di Alessandria d’Egitto. Mentre per le rimanenti sei “meraviglie” era solo la componente estetica a farle definire tali, la Piramide di Cheope esercitava (ed esercita) un fascino del tutto particolare, che nei tempi antichi sconfinava nel misticismo esoterico, mentre la Scienza attuale comincia a identificarne l’origine nella sua natura di “concentratore energetico”, in una visione fisico-quantistica che ormai, per dirla col Prof. Giorgio Spaggiari,  rappresenta il nuovo scenario delle Scienze biomediche:

 

 

la Fisica della Vita. Tutto il pianeta è del resto disseminato di costruzioni piramidali, sulla cui origine si affrontano le ipotesi più suggestive, dal continente africano (in Sudan, oltre che in Egitto) a quello americano, legate alle antiche civiltà precolombiane, dai territori europei a nord del Mar Nero (con strutture misteriose che qualcuno ha voluto collegare al mito di Atlantide) fino alla Cina: centinaia di piramidi dove erano sepolti i primi Imperatori, a testimonianza, come per i Faraoni egizi, del potere divino dei sovrani, e al tempo stesso “calendario celeste”, frutto di avanzatissime conoscenze astronomiche. Di piramidi si parla diffusamente nel numero di dicembre di “Natura docet”, nell’articolo dedicato alla “Casa bioarmonica”, voluta da Roberto Solimè per le sue produzioni fitoterapiche a Cavriago (Reggio Emilia),

 

 

realizzata grazie al concorso di Tecnici e Scienziati, quali l’Ing. Franco Solia e il Tecnologo Ivano Calzoni, al fine di costruire un ambiente assolutamente unico sul piano “vibrazionale”, studiato secondo le misure auree e bonificato dalle potenziali geopatie. Le “Energie di campo” e i loro effetti sui sistemi biologici sono ormai una realtà accertata: tutti gli esseri viventi presentano un “biocampo” (HEF:Human Energy Field), che si affianca, nel mondo inanimato, ad un Campo Energo Vibrazionale (CEV), al punto che ogni  oggetto “materiale” risulta caratterizzato da “vibrazioni” di varia natura (meccanica, elettrica, elettromagnetica, ottica, nucleare), potendo generare “risonanza” anche in funzione della “forma”: la struttura delle antiche piramidi era del resto quasi sicuramente legata anche a scopi bioenergetici. L’obiettivo di Solimè era ed è quello di ottimizzare l’ambiente di lavoro di ricercatori, tecnici, impiegati ed operai, e al tempo stesso di trattare i “suoi” vegetali, in ogni fase di lavorazione, con tecnologie innovative, finalizzate alla produzione di materie prime per alimenti, integratori alimentari, prodotti erboristici, aromi e cosmetici, con tecnologie di “carica” energetica e di armonizzazione vibrazionale, in perfetta coerenza con le cellule del corpo umano.

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