In Toscana non esiste un ambiente selvaggio ma uno splendido ambiente creato, sviluppato e gestito dall’uomo. Bene fa la Regione a voler ripristinare un’equilibrio necessario quanto impellente per tutelare ambiente e lavoro che sono la fonte primaria della bellezza della toscana e dell’operosità degli agricoltori oltre alla piaga degli incidenti sulle strade, oramai  migliaia l’anno.

Rispetto il pensiero di tutti ma non ammettiamo che venga ignorantemente messo in discussione l’impegno che la Regione, dopo lunghi studi ed approfondimenti, si è assunta per ripristinare un ordine delle cose.

Gli agricoltori sempre più combattono contro enormi danni dovuti alla presenza di cinghiali, caprioli, lupi, cervi, cornacchie ecc. che stanno peraltro distruggendo gli equilibri interni allo stesso mondo dei selvatici.

Nelle nostre campagne non si vedono più passeracei, pettirossi, lepri, fagiani,  mentre abbondano piccioni, gabbiani, taccole e cornacchie. In pericolo non vi è solo il paesaggio e l’agricoltura ma bensì un equilibrio che solo trent’anni anni fa, prima della scellerata introduzione di razze non autoctone, era un altro dei nostri punti di forza.

L’azione della Regione non è e non deve essere un premio ai cacciatori o ai commercianti di carni ma bensì un impegno a difendere lavoro, occupazione e paesaggio.

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