Finiti i fondi del Superbonus: chi potrà terminare i lavori con lo sgravio? Cautela per i nuovi cantieri di Massimo Tarabella

 

Gli ultimi dati del monitoraggio Enea, dicono che il plafond originario di 33,3 miliardi di euro è già stato superato di 400 milioni. Secondo gli esperti tuttavia lo sforamento non costituisce un ostacolo alla prosecuzione dell’attività: se rispettate le norme relative al superbonus il credito che arriva nei cassetti fiscali delle banche è del tutto esigibile e lo sarà per tutti i crediti ceduti prima di uno stop formale a nuovi fondi.

Oggi però per chi non ha ancora avviato i lavori è del tutto sconsigliabile dare l’avvio all’iter procedurale, a causa delle troppe incertezze sul futuro di un’agevolazione che in teoria è in vigore a pieno regime, per i condomini, fino alla fine del prossimo anno e con detrazioni fiscali più ridotte fino alla fine del 2025. Infatti sarà molto difficile prevedere se nella prossima legge di Bilancio vi saranno risorse ulteriori: saranno sicuramente chiesti, ma il presidente del Consiglio non ha mai fatto mistero di non ritenere il superbonus una misura valida e comunque la prossima Finanziaria sarà certamente una delle più complicate della storia repubblicana.

Comunque anche con nuovi fondi e anche con eventuali proroghe (che di certo verranno richieste) il superbonus può funzionare solo a condizione che funzionino sconto in fattura e cessione del credito. E qui le novità certo non sono positive. Inoltre la mutata situazione dei mercati finanziari e il forte aumento del costo del denaro rende le operazioni assai meno favorevoli rispetto ai mesi scorsi. Tali incertezze sconsigliano lavvio delliter per nuovi lavori.

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