Fine estate: il raccolto del Granturco.

Nella campagna di un tempo, alla fine dell’estate si raccoglievano le pannocchie del granturco e si portavano sull’aia per liberarle dalle foglie che lo avvolgevano.
Nei campi rimanevano i grossi gambi, “i gambarèun”, che venivano scalzati con la zappa , lasciati seccare e raccolti in fascine.
Tritati servivano come foraggio di emergenza oppure si mettevano sotto la legna,insieme ai panocc, i tutoli, per accendere il fuoco.
Del granoturco non andava a male niente, era un prodotto del quale il contadino faceva tesoro e considerato dalla povera gente alla stessa maniera del grano.
La farina di granoturco la usavano per fare la polenta in qualunque stagione , anche il pane e la piadina spesso erano fatti con farina gialla , e purtroppo questo monotono regime alimentare causò ,nella seconda metà dell’800, molti episodi di pellagra , la malattia dei poveri, che spesso portava alla morte e alla pazzia.

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