SCATTA L’EVASOMETRO PER GLI ITALIANI – L’evasometro è pronto a colpire.

SCATTA L’EVASOMETRO PER GLI ITALIANI – L’evasometro è pronto a colpire. In assenza di indicazioni chiare da parte del governo – la crisi di questi giorni non aiuta certo a rasserenare il quadro – l’Agenzia delle Entrate è andata avanti da sola. O, meglio, ha rafforzato le proprie armi contro l’evasione fiscale, avviando – ecco la novità – la sperimentazione anche sulle persone fisiche dei controlli incrociati tra movimenti bancari (saldi mensili e annuali) e le dichiarazioni. Insomma, tra quanto effettivamente speso, come evidenziato nel conto corrente di ciascun cittadino, e quanto poi invece messo nero su bianco sul modello Redditi o sul 730. Si tratta, come risulta al Messaggero, di una sperimentazione partita all’inizio di agosto in maniera soft per affinare lo strumento che, potenzialmente, è in grado di scovare i “furbetti” in maniera selettiva e con margini di errore davvero modesti. E che è verosimilmente destinata ad andare a regime con l’avvento del nuovo esecutivo.

SCATTA L’EVASOMETRO PER GLI ITALIANI – Capire le proporzioni reali del fenomeno non è un lavoro semplice, in quanto l’evasione, per definizione, risulta nascosta ai conteggi ufficiali e dunque di non puntuale calcolo. Attualmente, i dati più affidabili sul caso sono quelli che si trovano nel rapporto stilato nel 2018 dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef).

È opportuno precisare che anche in questa analisi i dati non sono del tutto inequivocabili, in quanto ricavati a ritroso con dei metodi statistici. Tuttavia, pur trattandosi di stime non perfette, rendono un quadro che si avvicina ai numeri reali del fenomeno.

Il buco più grosso per le casse statali ha origine dall’evasione dell’Iva, che tra il 2011 e il 2016, secondo le valutazioni del Mef, manca annualmente per circa 35,6 miliardi di euro. Dopo l’Iva, l’ammanco più grave, pari a 32,9 miliardi di euro all’anno, è da ricercare nell’elusione dell’Irpef relativo al lavoro autonomo o d’impresa. Anche in questo caso il periodo di riferimento è quello che va dal 2011 al 2016.

Share