Esce completamente rinnovato il numero 23 di «Luk»Copertina_LUK-23-2017

 

Nuova la veste grafica, doppia la paginazione e sempre più forte il carattere scientifico per la rivista annuale di studi e attività della Fondazione Ragghianti

 

Esce, completamente rinnovato, il nuovo numero di «Luk», la rivista annuale di studi e attività della Fondazione Ragghianti, diretta da Paolo Bolpagni. Pur mantenendo il suo formato ormai classico, la rivista raddoppia la sua paginazione e cambia la propria veste grafica, firmata da Marco Riccucci, con una sorta di ritorno alle origini nell’adozione della copertina monocroma, che avrà un colore diverso ogni anno.

 

Ma non sono soltanto editoriali le riforme del periodico, che ambisce con questo numero ad accentuare il suo carattere scientifico e a porsi con sempre maggior impegno come spazio di approfondimento e ricerca su temi inerenti alle arti visive, con saggi di notevole respiro e ampiezza. Quelli inclusi nella prima sezione, che conserva la denominazione di ʻInventarioʼ, prendono spunto da mostre e iniziative tenutesi nel corso dell’anno in Fondazione, ma non costituiscono certo resoconti dell’attività, bensì un’occasione di analisi e studi in buona misura autonomi e a sé stanti.

 

Le ricerche su Ragghianti restano un elemento imprescindibile che contraddistingue «Luk». Frutto di una lunga e appassionata ricostruzione filologica, documentaria e critica sui suoi anni giovanili è l’avvincente testo di Antonino Caleca, uno degli ‘scolari’ dello storico dell’arte lucchese. Un obiettivo importante fra quelli raggiunti nel 2017, peraltro, è consistito nell’avvio di un bando annuale di due borse di studio destinate a post-doc italiani e stranieri e finalizzate a ricerche su Carlo Ludovico Ragghianti e sulla sua attività. I primi vincitori e assegnatari sono stati Giorgia Gastaldon, con un progetto dedicato al Museo Internazionale d’Arte Contemporanea di Firenze (‘storia di una visione per una città’) e Giacomo Magistrelli, che ha lavorato sui rapporti fra Ragghianti e la cultura fotografica coeva. Di tali studi, che si sono rivelati forieri di risultati scientifici di rilievo, a tempo debito sarà dato conto con l’attenzione che meritano. Mentre fra qualche settimana saranno resi noti i nomi dei vincitori del bando per il secondo ciclo delle borse post-doc.

 

L’idea di un dossier tematico all’interno della rivista, già in nuce nel numero scorso, si istituzionalizza, per così dire, nel «Luk» numero 23, che ospita quattro contributi incentrati sulle fototeche d’arte. Uno è di natura soprattutto metodologica, sui criteri di catalogazione, mentre gli altri tre trattano casi specifici, fra cui quello ragghiantiano.

 

L’ultima sezione della rivista, intitolata Varia, include testi differenti per temi, impostazione e ambito temporale, dalla recensione del recente volume di Roland Recht Revoir le Moyen Âge a un saggio di Gigetta Dalli Regoli su Michele Angelo da Lucca, a contributi rispettivamente sullo stile e l’immagine dei negozi di Adriano Olivetti e sulla fortuna della scultura italiana negli Stati Uniti negli anni Cinquanta, a partire da una storica mostra collettiva di Marino, Manzù, Minguzzi, Mirko, Consagra e Fazzini tenutasi all’Arts Club di Chicago nel 1957-1958.

Dunque uno sguardo largo, non settoriale, basato su solide metodologie, ma privo di schematismi sclerotizzanti, secondo la lezione di Carlo Ludovico Ragghianti, nel solco di una fedeltà allo spirito del suo insegnamento, che la rivista continua a seguire.

 

Il 2017 per la Fondazione Ragghianti è stato un anno di attività intensa: tre mostre ambiziose, due cicli di proiezioni, presentazioni di libri e un convegno organizzato insieme all’Università di Pisa, in occasione del cinquantesimo anniversario della mostra ragghiantiana Arte moderna in Italia 1915-1935. Il sensibile aumento del numero complessivo dei visitatori e frequentatori delle iniziative, espositive e non, è un risultato che spinge a proseguire sulla strada avviata, ma a nulla varrebbe se le azioni intraprese tradissero la missione ragghiantiana, che rimane quella di non sacrificare mai la qualità alla spettacolarizzazione, e di contribuire, come scrisse Ragghianti stesso, «alla diffusione della cultura figurativa e alla comprensione dell’arte considerata come esperienza fondamentale per l’uomo».

 

La rivista può essere acquistata al costo di euro 10,00 presso la Fondazione Ragghianti oppure ordinata, senza spese di spedizione, sul sito www.fondazioneragghianti.it (info 0583 467205).

 

 

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