Enrico Torrini (Lucca 2032):”Affluenza al voto determinante per il cambiamento della città”

 

Enrico Torrini, capolista di Lucca 2032 in sostegno di Mario Pardini sindaco, diffonde una nota come appello ai cittadini, per incoraggiare l’affluenza al voto del 12 giugno.

 

“Riflettendo sul voto – dichiara Torrini – emerge che il partito che prende il maggior numero di voti è, da un po’ di tempo, quello dell’astensionismo. A nulla valgono appelli al voto ed inviti ad andare a votare, la gente non vota. Per questo a fianco dell’imprenditore Mario Pardini che sostengo come sindaco e a fianco del quale mi sono candidato come consigliere comunale nella lista civica Lucca 2032, stiamo portando avanti una campagna per riportare i cittadini al voto.

 

Il dato che fa riflettere – prosegue – è che si vota meno alle amministrative che alle politiche. In sostanza, laddove la cosa dovrebbe interessarci di più, lasciamo che altri si esprimano su chi dovrà guidare la propria città, è assurdo.

 

Le motivazioni possono essere le più disparate, prima tra tutte la diffusione dell’adagio gattopardesco: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”, ovvero i cittadini sono portati a pensare di non essere determinanti e, se lo fossero, anche se cambiasse tutto, non cambierebbe nulla, per l’immobilismo sovrano, chiunque ci sia al timone della nostra bella barca.

 

Così non è. A dimostrazione di questo è utile ricordare che i sindaci che si sono susseguiti a Lucca hanno dimostrato di avere caratteristiche differenti, ci sono stati gli immobilisti e i dinamici e proattivi (effettivamente uno soltanto) durante le cui amministrazioni la città ha visto sviluppo, floridità e vivacità. Purtroppo la politica della contrapposizione fine a se stessa, dei proclami sempre contro, legittimi per carità, portano il cittadino ad essere disorientato e quindi non riuscire a carpire l’utilità del suo voto.

 

Approfondendo ulteriormente sulle motivazioni per cui non si partecipa ad esprimere il proprio voto emerge che il cittadino si sente lontano da una Amministrazione che invece dovrebbe essere vicina, ma è un circolo vizioso: meno si vota e più si allontana. La maggior parte delle volte non si vota perché spesso il cittadino sottovaluta che cosa genera l’espressione del proprio voto e sarebbe invece opportuna una sorta di ripasso sulle regole del voto che vorrei riassumere.

 

Con il voto del 12 giugno i lucchesi (oltre al referendum) esprimeranno due voti, uno facile facile, con una croce indicheranno quale sindaco dei sette candidati si preferisce vada a votare. L’altro voto, più complicato, consiste nella composizione del consiglio comunale, ovvero chi si vorrebbe andasse a sedere nel “parlamento di Lucca”, ovvero chi, nell’esercito dei “600” (più o meno i candidati al consiglio comunale), può essere designato a far parte dei 32 (il consiglio è composto da 32) che scelgono per voi (siamo in una democrazia rappresentativa) che indirizzo dare alla città, cosa votare su temi urbanistici, di bilancio, regolamenti ecc. Una volta eletto, il consigliere comunale, deve anche essere quel trait d’union tra amministrazione e cittadino. Deve essere quello che raccoglie le istanze e poi le porta al governo centrale della città. Ovviamente se il cittadino non sa chi c’è in consiglio, né tantomeno ha partecipato alla designazione dei consiglieri, difficilmente contatterà uno dei consiglieri in caso di necessità o segnalazione.

 

Diverso sarebbe se il cittadino partecipasse attivamente alla vita politica della città, si appassionerebbe, tiferebbe per il proprio candidato consigliere ed aspetterebbe con ansia l’esito dell’elezione per vedere così chi saranno il sindaco ed i consiglieri eletti, così come esser curiosi di sapere quali sono gli assessori scelti dal sindaco vincente, che andranno a comporre la sua squadra di governo, fondamentale per la buona riuscita del governo della città nel lungo periodo.

 

Si può votare due persone di sesso diverso che fanno parte della stessa lista. E per votare i consiglieri è necessario scrivere i loro cognomi accanto al simbolo della lista cui appartengono.

 

Le liste inoltre, anche se sostengono il medesimo candidato, sono in concorrenza tra loro, per cui maggiori voti prende una lista più sono i consiglieri che “mette” in consiglio, ovviamente in ordine di numero di preferenze raccolte. Per cui anche i candidati consiglieri, sono in concorrenza tra loro.

 

Quindi l’invito a chi non vota – conclude Torrini – è di dare uno sguardo ai candidati, leggiamo chi sono, andiamoli a conoscere, guardiamo i loro profili, anche social, esattamente come si farebbe (e si fa) quando si deve assumere qualcuno, ecco il 12 di giugno a Lucca assumeremo  1 sindaco e 32 consiglieri comunali, non lasciate che siano altri ad assumere i vostri dipendenti.

 

Loro saranno quelli ai quali dovrete domandare in caso di necessità e pretendere, vi garantisco, che la maggior parte di coloro che si sono seduti in consiglio comunale nell’ultimo quinquennio, seppur con idee diverse, si è messa a disposizione del cittadino.

 

A casa tua, nel tuo Comune, è importante il tuo voto”.

 

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