EMERGENZA DIABETE: UN TERZO DEI MALATI NON SA DI AVERLO,

Dott. Jacopo Gualtieri (EAO): “Per contrastare i numeri in continua crescita

LA MIGLIOR PREVENZIONE OGGI SI FA DAL DENTISTA

bisogna partire dalla cura della bocca.

Dott. Jacopo Gualtieri 2

Stop al fumo e via libera a una dieta ricca di antiossidanti”

Lucca, 1 marzo 2016 – Un’arancia al giorno potrebbe togliere il medico di torno, soprattutto in

caso di diabete. E’ questa, in sintesi, una delle conclusioni a cui sono giunti unanimemente

diversi ricercatori provenienti da ogni parte del mondo e riunitisi all’ultimo simposio

internazionale organizzato a Barcellona lo scorso novembre dal Joslin Diabetes Center, la più

importante organizzazione mondiale che si occupa di clinica e ricerca nell’ambito del diabete.

Numerosi studi hanno dimostrato la correlazione tra diabete e parodontiti, convenendo che la

salute del cavo orale e una dieta ricca di antiossidanti – veri e propri elisir per il nostro

organismo come, ad esempio, la Vitamina C – possano aiutare a ridurre l’incidenza della

cosiddetta “malattia del benessere” e a combattere l’insorgenza dei problemi a essa legati

come, appunto, la parodontite.

“Da questi nuovi approcci – commenta il Dott. Jacopo Gualtieri, odontoiatra membro dell’EAO

(European Association for Osseointegration), specializzato in implantologia e rigenerazione

ossea, che opera tra Lucca e Milano – emerge innanzitutto il ruolo fondamentale

dell’odontoiatra nella fase di prevenzione non solo nell’individuazione precoce della patologia

ma anche in merito all’indicazione di sane regole alimentari, essendo ormai acclarati i legami

tra cibo, bocca (parodontite) e malattie conseguenti (come il diabete e le malattie

cardiovascolari). In particolare si sottolinea l’importanza di un corretto stile di vita e di una

dieta a basso contenuto glicemico e ricca di antiossidanti”.

Una prevenzione, dunque, che passa innanzitutto dalla salute del cavo orale e dal ruolo di

dentisti e igienisti che possono intervenire sia per allertare i pazienti sulla possibile incidenza

della malattia – intercettando i segnali clinici che possono portare al diabete – sia per aiutare i

pazienti già conclamati a ridurre notevolmente il rischio di complicanze. Come riferisce la

Società Italiana di Parodontologia (Sidp), la parodontite è stata definita “la sesta

complicanza del diabete” e quindi i soggetti affetti da questa patologia hanno un rischio

maggiore di sviluppare gengiviti e parodontiti.

I dentisti e gli igienisti dentali, oggi, rivestono un ruolo specifico nell’identificare i pazienti a

rischio diabete, i cui maggiori fattori di rischio quali età, obesità, insulinoresistenza e

infiammazioni sono comuni alla malattia parodontale. Da uno studio* condotto su 2781

pazienti pubblicato nel 2015 sul Journal of American Medical Association (a cura della Dott.ssa

Andy Menke, epidemiologa al Social and Scientific Systems di Silver Spring, in Maryland) è

infatti emerso che negli Stati Uniti, dove circa il 14% della popolazione è malata di diabete,

grazie alla prevenzione orale e a numerose campagne si sensibilizzazione, i casi di mancata

diagnosi sono scesi dal 40% nel periodo 1988-1994 fino al 31% tra il 2008 e il 2012.

STUDIO ODONTOIATRICO GUALTIERI

Responsabile Comunicazione

Federica Petrucco Tel. 333.5982090

Gerardo Mauro – Pierluigi Di Monaco

Tel. 328 8498120 – 328 8711115

Ufficio Stampa

Vedi: http://jama.jamanetwork.com/article.aspx?articleid=2434682 e

www.scientificamerican.com/article/one-third-of-diabetes-in-the-u-s-is-undiagnosed/

*(Prevalence of and Trends in Diabetes Among Adults in the United States, 1988-2012)

Il diabete è una patologia cronica definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come

“l’epidemia dei primi venticinque anni del terzo millennio” e richiede pertanto interventi

continui per prevenire o ridurre le complicanze cardiovascolari, neurologiche, oculari, renali e

dentali ad essa collegate. Sono cinque milioni i diabetici solo in Italia*, più del doppio

rispetto a trent’anni fa, di cui il 65% con più di 65 anni di età. E se la sua incidenza è in

continua crescita, mentre tarda ancora ad arrivare una cura definitiva, l’arma migliore per

contrastarne la sua insorgenza è la prevenzione.

*(Rapporto Arno Diabete 2015′, Società italiana di diabetologia (Sid) e Cineca.)

“La letteratura scientifica – continua il Dott. Jacopo Gualtieri – dimostra che gli antiossidanti

sono degli ottimi alleati per combattere diabete e parodontite. In particolare il nostro organismo

necessita quotidianamente di almeno 80/90 mg di Vitamina C, quantitativo presente in

un’arancia. Attenzione, infine, al fumo che, riscaldando la bocca, favorisce l’insorgenza di

complicazioni e quindi, soprattutto nei pazienti diabetici, va sconsigliato fortemente”.

La parodontite in pazienti con diabete non controllato può portare al rischio di perdita dei

denti. È necessario, di conseguenza, che i professionisti delle cure dentali siano coinvolti nel

trattamento dei pazienti diabetici insieme a diabetologi, nutrizionisti e medici di base; non

solo in merito alla cura delle malattie parodontali, ma soprattutto informando ed educando i

pazienti, fin da piccoli, sull’importanza di una corretta igiene orale e di una sana

alimentazione, sull’attenzione al peso corporeo e sulla necessità di un’attività fisica

quotidiana: tutti elementi importanti per un buon controllo glicemico.

“Una volta compresi i meccanismi a doppio senso che legano diabete e malattia paradontale –

conclude il Dott. Jacopo Gualtieri – vanno sviluppate strategie di screening per trattare i

pazienti da diverse prospettive, così da agire in senso preventivo e sinergico su diversi fronti”. Un

approccio interdisciplinare e innovativo per creare nuove opportunità di diagnosi precoce e di

prevenzione primaria e per offrire al cliente un piano di cura integrato contro il diabete e le

sue complicanze.

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