Riguardo alle Province… non era stato asserito che venivano chiuse? Non è vero, promessa infondata! Il 20/09/2015 votano i Consiglieri Comunali e i Sindaci per l’elezione del Presidente e dei Consiglieri. Solito copione delle Comunità Montane… con un colpo di bacchetta cambiano il nome con Unione dei Comuni! Io come Sindaco non ho aderito all’ Unione dei Comuni… e di questo passo credo che non parteciperò al voto! Cosa ne pensate?

Dal profilo facebook del sindaco Puglia escono soventi battaglie virtuali, provocazioni e proclami che solitamente smuovono le calme acque dei laghi garfagnini. Questa volta le sue mire si spostano sulle elezioni provinciali del 20 Settembre che vedranno il sindaco Menesini nuovo presidente della provincia e un centrodestra spettatore che però si dichiara soddisfatto per aver ritrovato una sua unità interna. Tutto nella norma e da copione, come del resto sono state le regionali con Rossi presidente ben prima dei risultati elettorali; ad ogni elezione tolte le prime donne servono le comparse: la democrazia impone questi rituali con l’elemento apotropaico in primo piano per sopperire agli eventuali mal di pancia. Puglia sembra essere il primo sindaco che pubblicamente esprime perplessità su queste votazioni, ma rumors riportano che anche altri politici locali potrebbero non gradire questo nuovo modus operandi elettorale. Si contesta il fatto che le province dovevano essere definitivamente chiuse e che le nuove elezioni tolgono ai cittadini il diritto di voto. Di contro si mette sulla bilancia il fatto che le province hanno iniziato l’iter burocratico verso la chiusura e che i nuovi eletti non percepiranno lo stipendio. Non è facile districarsi in questa piccola ma intricata giungla dove ombre pirandelliane oscurano anche i cieli più limpidi e l’oggettività dei fatti distorce la realtà che vorremmo percepire. Non è dato sapere se il sindaco Puglia ha voluto provocare, lanciare un messaggio oppure realmente si asterrà dal voto, ma ancora una volta i suoi proclami virtuali hanno innescato commenti e discussioni. Quello che lascia l’amaro in bocca e risulta una cartina tornasole dell’Italia odierna è la totale apatia dei cittadini, quel gap ormai incolmabile con la politica attiva. Il 20 settembre ci saranno le elezioni provinciali, poco più di una formalità burocratica visto che presidente e consiglieri saranno eletti in un circolo chiuso politico. I cittadini non parteciperanno ed il fatto non sembra turbare le notti, l’apatia impera e ormai l’attenzione è tutta rivolta verso profughi e clandestini: ennesima arma di distrazione di massa. Le province, probabilmente, sono l’ultimo dei problemi italiani e la stessa esclusione dei cittadini al diritto di voto ricorda più una gentile concessione ed un candido invito a passare una domenica in gita con la famiglia. Forse ci saranno discussioni, forse qualche cittadino si risentirà per non poter esprimere il voto o perchè le stesse province non sono state abolite; la maggior parte comunque sorriderà e si rifugerà nel machiavellico “é così”.

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