Dopo gli uffici postali, a rischio ‘estinzione’ nelle piccole frazioni collinari e montane, anche le edicole. Il ‘caso’ di Azzano, nel comune di Seravezza è emblematico in questo senso.

«Sono stata informata di quanto sta accadendo ad Azzano – spiega la presidente della Provincia, Maura Cavallaro – dove, a causa dell’esiguo numero di copie vendute di giornali e riviste, il distributore avrebbe deciso di sospendere l’erogazione all’edicola. Ma questo tipo di esercizio non ha solo una funzione di servizio nei confronti delle persone che vivono ad Azzano e nelle frazioni limitrofe, ha anche una funzione sociale e aggregativa che non può e non deve essere sottovalutata»

Secondo quanto emerso, infatti, il distributore per la zona dell’Alta Versilia ha comunicato di voler interrompere il rapporto di fornitura con gli esercizi che non raggiungono la quota minima di vendita di quotidiani, fissata in 500 copie settimanali.

«Non possiamo consentire – prosegue Cavallaro – che le aree montane si svuotino in questo modo di tutte le loro funzioni. Analogamente agli uffici postali, per i quali dovrebbe essere scongiurata a chiusura, anche le edicole sono presidi importanti per il territorio e una loro chiusura andrebbe a colpire principalmente le fasce deboli della popolazione e, in particolar modo, le persone anziane, che rappresentano la parte più consistente di chi vive in questi paesi, privandole sia di un punto di aggregazione, sia delle possibilità di accedere facilmente all’informazione cartacea»

La presidente della Provincia, quindi, intende organizzare un incontro con il distributore, al quale prenderanno parte anche l’Uncem e, ovviamente, il sindaco di Seravezza, Ettore Neri:

«E’ essenziale – conclude Cavallaro – parlare con chi ha preso questa decisione per poter spiegare le ragioni per le quali, anche a fronte di numeri di vendita non economicamente vantaggiosi, la chiusura di un esercizio quale l’edicola di Azzano potrebbe avere forti ripercussioni negative su un’intera comunità». Dello stesso parere anche il sindaco di Seravezza, Ettore Neri che ha dichiarato: «Una decisione di questo genere rischia di causare ulteriori ed evidenti disagi ai nostri residenti delle frazioni collinari e montane»

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