Nella vignetta . . . ecco cosa dicono i soldati caduti nella 1° Guerra Mondiale di Villa Collemandina.

fumetto villa collemandina

La vicenda dell’altare di Villa Collemandina sta diventando piuttosto brutta e pericolosa, corre voce che Don Dini non abbia partecipato, nonostante gli inviti alle celebrazioni del 4 Novembre a Villa Collemandina, questo è un fatto molto grave, in quanto se il parroco non si sente più in grado di ricordare e onorare i morti per la patria di una comunità è difficile che possa pensare ai vivi.
Quindi, se non si sente più in grado di essere pastore di quella comunità, e, visto, che non vuole fare un passo indietro per l’inutile spostamento dell’altare, almeno potrebbe fare un passo indietro la dove la presenza di una guida è fondamentale, a quel punto forse è meglio non avere un capitano, se questo porta una comunità alla deriva.
Noi sappiamo benissimo che Don Dini non leggerà mai queste righe, figuriamoci alla sua età giustamente ignorerà anche l’esistenza di internet, ma contiamo su qualche amico, collega che possa spiegarli quello che sta accadendo nella comunità di Villa Collemandina, ( un passo indietro sarebbe motivo di riappacificazione), tanti anni fa a Pianacci ( frazione di Villa Collemandina) dovè è presente una comunità molto coesa dal forte legame religioso, per lo stesso motivo gli murarono la porta della chiesa ( quando era parroco sempre Don Dini).
Anche in quel caso voleva smontare il vecchio altare comprato con tanti sacrifici dopo il terremoto del 20.
Quindi il suo è forse un odio per quel simbolo che ha il valore religioso più importante all’interno della chiesa ?
Ma è possibile che in tutti questi mesi sull’argomento non si sia fatta sentire l’autorevole voce dell’Arcivescovo Italo Castellani, che per altro è molto amico dell’anziano prelato e persona molto amata in tutta la sua diocesi.

Notizia in aggiornamento

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