Ecco cosa cambia (o non cambia) per l’auto

Ecco cosa cambia (o non cambia) per l’auto

Ecco cosa cambia (o non cambia) per l’auto

Dopo aver ottenuto la fiducia, con 157 sì e 108 no, il Senato ha approvato, in prima lettura, il disegno di legge di bilancio per il 2020. Il testo, completamente stravolto rispetto alla versione presentata a ottobre dal governo, passa adesso all’esame della Camera dove, a causa dei tempi strettissimi (il disegno di legge dev’essere approvato entro il 30 dicembre per entrare in vigore l’1 gennaio 2020), Palazzo Chigi lo blinderà ponendo nuovamente la questione di fiducia. Insomma, salvo clamorose sorprese non vi saranno più modifiche rispetto alla versione licenziata da Palazzo Madama e che contiene alcune novità per il mondo dell’auto.

Niente aumenti dell’Iva. Il punto più importante della manovra è la cosiddetta sterilizzazione della clausola di salvaguardia che avrebbe comportato un aumento automatico dell’Iva, un provvedimento che sarebbe costato ai contribuenti, automobilisti compresi, 23 miliardi di euro. Dall’1 gennaio, dunque, l’imposta, che si applica non solo alle auto, ma anche ai ricambi, ai carburanti, ai lubrificanti e alla manodopera, resterà al 22%. Ed eventuali aumenti dei prezzi saranno attribuibili solo a decisioni autonome dei produttori, dei distributori o dei riparatori.

Sulle auto aziendali l’imposta diventa progressiva. Rispetto alla versione originaria della manovra, che avrebbe provocato maggiori imposte per 340 milioni di euro all’anno, la nuova disciplina delle auto aziendali è sostanzialmente neutra ma è stata rimodulata in funzione delle emissioni di anidride carbonica. E non avrà carattere retroattivo, visto che si applicherà solo alle auto immatricolate a partire dall’1 gennaio 2020 per contratti di fringe benefit siglati a partire dall’1 luglio 2020. La manovra introduce quattro soglie di emissioni: fino a 60 g/km, da 61 a 160, da 161 a 190 e oltre 190 g/km. Nella prima fascia il fringe benefit sarà tassato al 25%, nella seconda al 30%, nella terza al 40% nel 2020 e al 50% dal 2021, nella quarta al 50% nel 2020 e al 60% nel 2021.

Monopattini come biciclette. I monopattini elettrici (ma non i segway, gli hoverboard e i monowheel) saranno equiparati alle biciclette. Cioè potranno circolare liberamente su strada e sulle piste ciclabili e potranno essere condotti da chiunque senza alcuna particolare formalità. L’unico vincolo è il limite di potenza: non dovranno superare i 500 W.

Carburanti a rischio dal 2021. È aumentata la clausola di salvaguardia sulle accise sui carburanti. In pratica, nel caso in cui tra un anno il governo non intervenisse per “disinnescarla”, dall’1 gennaio 2021 aumenteranno automaticamente le accise su benzina e gasolio. Di quanto? Di una misura sufficiente a garantire allo Stato incassi per 1,221 miliardi nel 2021, 1,683 miliardi nel 2022 e 1,954 miliardi nel 2023.

https://www.quattroruote.it/news/burocrazia/2019/12/17/ddl_bilancio_ecco_cosa_cambia_o_non_cambia_per_l_auto.html?wtk14=amc146192860632549&fbclid=IwAR152YmR1fMVUXyfcYEq9z2U_ObMGrQcsu9Co3fXFyTVr0fN1TgsdlAttug

 

 

 

 

Più tasse sulle concessionarie autostradali. Il governo ha deciso di aumentare di 3,5 punti percentuali l’aliquota della cosiddetta Robin tax, cioè l’addizionale Ires per le imprese, alle concessionarie che operano nel settore dei trasporti. In pratica, le concessionarie autostradali pagheranno più imposte, ma il giro di vite non avrà alcun impatto sui pedaggi autostradali, il cui meccanismo di adeguamento automatico si basa su altri parametri, e non dovrebbe averlo nemmeno sui servizi. Solo una parte del maggior gettito, tuttavia, è destinata al settore dei trasporti.

Share
Verde Azzurro 6

Verde Azzurro 6