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Sono entrambe lucchesi ed entrambe  Senatori. Sono il Ministro competente in materia, Stefania Giannini e Andrea Marcucci, Presidente della 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali) del Senato che aveva convocato per un incontro anche i segretari generali dei tre sindacati maggiori, proprio per vedere cosa si poteva “migliorare” o meglio, per vedere cosa si poteva accettare, dopo lo sciopero del 5 maggio.

Stasera, dopo anche gli incontri svolti alla Camera, dalla responsabile scuola del PD, Francesca Puglisi, sembra che sia pronto un pacchetto di emendamenti, presentati proprio dal PD al DDL “Buona scuola” che dovrebbe con queste modifiche essere approvato a metà giugno.

Il Ministro Giannini, subito dopo i primi incontri si era affrettata a dire la sua: “Stiamo lavorando, migliorando e integrando il testo. Non c’è nessun cambiamento di linea”, ma qualche modifica anche sostanziale, pare che alla fine ci sarà.

Vediamone alcune:

ASSUNZIONI – Saranno assunti tutti i precari delle graduatorie a esaurimento che si chiuderanno per svuotamento. Resteranno soltanto 23.000 docenti della scuola d’infanzia che verranno assunti in un secondo tempo. E qui si vede già un cambiamento di fondo, che va verso le richieste avanzate con lo sciopero.

CONCORSO – riguarderà 60.000 abilitati. Il successivo (ma solo il successivo!) regolamento del concorso valorizzerà titoli di studio e servizio svolto. In questo modo, anche qui, si va incontro alle istanze di coloro che hanno frequentato Tfa, Pas, Siss,…e che rivendicavano i loro diritti!

DIRIGENTI SCOLASTICI – Anche qui, ci sembra di cogliere una vittoria piena dei sindacati e della linea emersa dal sciopero! Via quello che le proteste avevano definito il  “preside-sceriffo”, che non deciderà più niente in prima persona,  specie per quanto riguarda la didattica degli insegnanti, ma assieme al collegio dei docenti (come dire che si giudicheranno da se stessi) e con il consiglio d’istituto.

ALBI TERRITORIALI – Gli insegnanti verranno scelti dal preside sulla base del curriculum, ma potranno essere gli stessi docenti a inviare una domanda alla scuola nella quale vorrebbero insegnare.

PREMIALITA’ – Per quanto riguarda i 200 milioni di premialità distribuiti agli insegnanti, la scelta viene affidata al preside, ma il dirigente scolastico sarà affiancato da un Comitato di valutazione di cui faranno parte due insegnanti, rappresentanti dei genitori e degli studenti.

PRESIDI VALUTATI OGNI 3 ANNI – I dirigenti scolastici verranno valutati ogni 3 anni da un Comitato di valutazione (istituito presso gli uffici scolastici regionali). Ispettori del ministero (corpo che verrà rafforzato) visiteranno le scuole per verificare il loro funzionamento. Sui risultati si giocherà la quota premiale dello stipendio.

DELEGHE – E’ stata stralciata dal testo la delega sulla riforma degli organi collegiali per la quale verrà avviato un percorso di lavoro con le associazioni del mondo della scuola.

 

Ci sembra, di primo acchito, che le modifiche siano ampie e a senso unico, ma altri punti sono stati o sospesi o delegati alla discussione in aula e ad altri ed ulteriori incontri con rappresentanze del mondo della scuola. A significare quanto è laborioso, difficile e arduo, riformare non la scuola italiana che ne avrebbe estremamente bisogno, ma questo Paese.

 

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