Domenica 26 giugno passerà l’ultimo treno, il treno che può darci un futuro, una dignità, una prospettiva e la capacità di recuperare quanto perduto in questi dieci anni – dichiara in una nota Giuseppe Palagi di Lucca 2032 – Abbiamo la possibilità di salire su questo treno, esprimendo il nostro voto a favore di un programma volto al miglioramento del nostro territorio, di cui Mario Pardini è il miglior interprete, confermato anche dal consenso ed il sostegno di molte forze politiche e autorevoli figure. Non salire su questo treno, significa rinunciare all’unica possibilità di mandare a casa dieci anni di immobilismo, di una gestione di Lucca legata a scelte fiorentine o romane, di una totale disattenzione ai problemi del territorio e della comunità. Non votare Mario Pardini, significa relegare ad una posizione di opposizione il programma e l’azione di una squadra forte e preparata, attraverso una azione di contrasto esercitata da movimenti politici che professano idee contrarie a quelle del governo, senza la possibilità di incidere, di salvare la città, costruendo una prospettiva per la stessa.

Perdere – prosegue – significa non avere più il governo delle nostre aziende partecipate o quello di ciò che rimane, con le loro ricadute sul territorio in termini occupazionali, di investimenti, di utili per il comune; affidare il controllo delle nostre risorse idriche e della nostra rete ad altre città. Perdere vuol dire assecondare i tentativi di furto ed esproprio iniziati fin dagli anni 80 e ad oggi non ancora completamente riusciti.

Perdere significa aspettare altri cinque anni per vedere pulita una piazza, una strada, ripristinata una delle tante frane presenti lungo le strade delle nostre colline. Perdere significa assistere impotenti al degrado delle nostre palestre, del palazzetto dello sport, dello stadio di Lucca! Un palazzetto dello sporto ridotto malissimo, dove la sua attività viene svolta in deroga, lasciando e Associazioni Sportive impegnate sul territorio, l’onere di fronteggiare problematiche e difficoltà.
Perdere significa lasciare in uno stato di abbandono molti immobili pubblici per assenza di idee progettuali e di riconversione, situazione palesemente emersa in questi anni e nei dibattiti pubblici di questi giorni. Perdere significa lasciare lucca nella insicurezza più totale e crescente.

Perdere significa lascare Lucca con una briciola dei fondi del PNRR rispetto a città e comuni a noi vicini, non potendo così progettare una città a misura del cittadino, costruendo secondo criteri sensati e organizzando il territorio per un futuro sostenibile. Perdere vuol dire non fare una nuova e diversa viabilità che consenta di togliere i mezzi pesanti dalla circonvallazione. Perdere significa non poter dare il nostro contributo a tutte quelle iniziativi di promozione del territorio che troppo spesso, in questi anni, sono state tacitate e ostacolate ad iniziare dal Summer Festival fino ai mercatini dell’artigianato.

Se vogliamo evitare tutto questo – conclude – domenica andiamo a votare Mario Pardini, per noi, per il nostro futuro”.

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