DOMENICA 20 OTTOBRE IL RICORDO DEL 75° ANNO DALLA DEPORTAZIONE DI SEDICI TERRINCHESI

Settantacinque anni fa il rastrellamento di 16 abitanti di Terrinca

Stazzema_ La deportazione di 16 terrinchesi è un episodio che a Stazzema finora è stato praticamente avulso dalla memoria commemorativa del 1944. Il fatto, unitamente ad altri episodi accaduti dopo il 19 settembre 1944, data con cui si commemora la liberazione di Pietrasanta e della Versilia storica, dimostra che nel territorio montano dello stazzemese e seravezzese continuò la guerra. Ne elenchiamo alcuni:

l’8 ottobre 1944, a Ruosina, ci fu lo scontro tra partigiani del gruppo Bandelloni, allogati nell’edificio dell’Asilo Cardinal Maffi, e una squadra di militari tedeschi che avevano tentato di sorprenderli. Restò ucciso il civile Gino Pacciardi, residente in località Ontana.

Il 17 ottobre 1944 l’episodio della deportazione di 16 terrinchesi.

Il 14 novembre 1944 fu ucciso dalle forze alleate don Ferruccio Crecchi, parroco di Levigliani, accusato di collaborazionismo coi tedeschi e di aver disobbedito l’ordine di abbandonare la canonica. Tuttavia l’uccisione del prete presenta dei lati non chiariti definitivamente.

Il 5 gennaio 1945 fu ucciso in località Pian di Lago il partigiano Alderigo Pippi mentre svolgeva la funzione di guida a un drappello di militari alleati in avanscoperta

Il 1 aprile 1945 in località La Tomba furono uccisi Angiolo Bartolucci, più conosciuto come il Nonno della Pania, e un tenente americano.

Da ricordare anche l’episodio, benché avvenuto nell’ottobre del 1944 presso Casa Angelini, tra Giustagnana e Minazzana, più precisamente il località Campore, facente parte de territorio montano del comune di Seravezza. I tedeschi uccisero cinque militari della Divisione Buffalo e cinque furono fatti prigionieri. Nel luogo si dice che furono uccisi anche dei civili, ritenuti corresponsabili della realizzazione dell’avamposto di militari alleati oltre la prima linea del fronte.

Infine, sempre il 1 aprile 1945, domenica di Pasqua, colpi di mortaio partiti dalle postazioni tedesche raggiunsero la frazione di Stazzema capoluogo.

La deportazione dei terrinchesi si colloca nella coda velenosa di una guerra di liberazione e civile battagliata senza esclusione di colpi. E’ dunque encomiabile che domenica 20 ottobre si commemori ufficialmente la deportazione stazzemese per la prima volta a 75 anni dal fatto. La prigionia dei 16 residenti terrinchesi non fu tragica come lo fu per milioni di deportati, fra tutti quella a cui furono sottoposti gli ebrei, tuttavia ebbe una durata di sette mesi. Si concluse con la liberazione e il ritorno alle loro famiglie. In una marginetta lungo la provinciale per Arni dedicata alla Madonna del Frassino, precisamente in località Col dal Pruno, su una lapide è ricordata in questa forma ai posteri la deportazione terrinchese:

« Perché i posteri ricordino che la sera del 17 ottobre 1944 fummo strappati all’Amore dei nostri cari. La fede in Dio e l’affetto di figli verso la Madonna ci ridonò incolumi dopo sette mesi di travagli nel seno delle nostre famiglie. Lo stesso giorno innocente cadeva morto a causa di guerra Cecconi Lorenzo di Giovanni che la moglie Giannelli Angela: perché sia ricordato nella prece dei passanti, contribuì ad erigere questo tabernacolo. Anno 1948”».

Ecco i nomi dei deportati scolpiti sul marmo della lapide: Barsottini Natale, Bazzichi Remo, Cocci Fortunato, Cocci Italo, Cecconi Maurizio, Cecconi Cesare, Giannelli Adamo, Giannelli Lorenzo, Giannelli Francesco, Giannelli Lorenzo, Giannelli Felice, Giannelli Ginese, Giannelli P. Aquilino, Olobardi Iuelle, Olobardi Orlando, Paiotti Giovanni, Santini Elia.

Gabriele Olobardi, membro delle associazioni paesane attive nella frazione di Terrinca, ha commentato l’iniziativa della commemorazione della deportazione:

« L’anno scorso, dopo che le nostre associazioni paesane riunite avevano organizzato la celebrazione del centenario dalla fine della prima guerra mondiale, eravamo rimasti con una promessa: riuscire a “ricordare” l’evento del 17 ottobre 1944, dove alcuni Terrinchesi e Leviglianesi, furono prelevati forzatamente dalle loro case e dai loro cari per essere deportati in Germania. Ebbene, orgogliosi della riuscita dell’evento dell’ anno scorso, anche quest’anno le nostre associazioni si sono riunite e si sono messe in moto per mantenere la promessa. Il 20 ottobre p.v., infatti, faremo una celebrazione/ricordo di tale evento».

La commemorazione è patrocinata, oltre che dalle associazioni paesane, Circolo Le Tanacce, Parrocchia dei Santi Clemente e Colombano, il Circolo culturale I Colombani e l’Ass. Rimbocchiamoci le maniche, anche dal Comune di Stazzema, dal Parco nazionale della Pace, dall’Associazione Martiri di Sant’Anna e dal Gruppo Labaro Martiri di Mulina di Stazzema.

Il programma per domenica 20 ottobre:

Alle ore 15:00 il concentramento dei partecipanti nello slargo presso il bivio della strada per Pian di Lago;

Raggiungimento in corteo della marginetta sita a trecento metri di distanza . Celebrazione della Santa Messa;

Deposizione di fiori presso la lapide;

Consegna di una pergamena ricordo ai famigliari dei deportati;

Giuseppe Vezzoni, addì 14.10.2019.

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