Marco Travaglio dice che dietro i Black Bloc (i Blocco Nero) che alcuni definiscono anarchici, altri teppisti, altri amanti del disordine per il disordine, ci sono manovratori occulti, che li spediscono un po’ in tutta Europa, quando servono. Non sappiamo, se Travaglio abbia ragione o meno. Avrà i suoi informatori. Quello che a noi risulta, perché ne siamo stati protagonisti purtroppo per tante volte, è che manovratori (a tanti livelli) ci sono dietro ogni sciopero della scuola, perché i ragazzi, da quando facevamo sciopero perché non funzionavano i termosifoni, a quando ci opponevamo alle riforme Gui o Sullo o Misasi, non sapevamo non solo chi erano costoro, ma neanche cosa volessero riformare della scuola. Bastava qualche agitatore con il megafono (ma chi lo forniva?) che andavamo dietro come pecore, contenti di non andare sui banchi.

Non tutti, naturalmente. C’era anche chi era informato. Ma se a sessant’anni, noi non capiamo ancora bene cosa sia la politica, cosa volete che ne sappia un quindicenne? E avete provato ad interrogare un maestro o un professore sulla Riforma Giannini? In quanti l’hanno letta?

Unknown

Comunque domani, il popolo della scuola, studenti compresi, sciopera e scende in piazza contro la riforma di Renzi, ma Governo e maggioranza, se da una parte ribadiscono la bontà del disegno di legge e l’intenzione di andare avanti, dall’altra non rinunciano a lasciare una porta aperta al dialogo.

Il Ministro Stefania Giannini si è detta “perplessa” (un po’ come noi!) perché i punti sui quali si sciopera “sono assolutamente estranei a quello che noi vogliamo fare con la buona scuola, cioè autonomia scolastica e potenziamento dell’offerta formativa“. Ma il ministro ha aggiunto che “è bene che si entri nel merito, che si valuti il contenuto di questa riforma” sulla quale si possono fare “miglioramenti”. Come quello apportato ieri sera in Commissione cultura alla Camera, a firma Pd, nel quale si mitiga il potere dei presidi, uno dei punti più contestati del ddl. Pensate per cosa si sciopera in Italia!

 

 

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La Camera dovrebbe licenziare entro il 19 maggio il testo della ‘Buona Scuola’, che poi passerà all’esame del Senato. Oggi il Presidente della Commissione Istruzione di Palazzo Madama, il dem Andrea Marcucci, ha reso noto che chiederà a Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo di essere auditi sulla riforma. “Vediamo se questa volta Cgil, Cisl ed Uil hanno realmente intenzione di fare proposte realiste e concrete” ha aggiunto il senatore del Pd. Spiegando poi, però, di aver preso questa decisione da tempo e “senza aver sentito nessuno del governo. Mi sembrava semplicemente una cosa giusta da fare e l’ho proposta“.

 

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