Distretto floricolo Lucca e Pistoia, on. Mugnai e Marchetti (FI)

«Riconosciuto nel 2006 e ancora senza struttura. La Regione faccia il suo»

 

Mozione del Capogruppo regionale di Forza Italia Maurizio Marchetti

«Avanti con la costituzione secondo legge. Si parla di 1.707 occupati in 20 comuni»

«Quello floricolo interprovinciale tra Lucca e Pistoia somiglia alla storica réclame di una nota caramella: è il distretto senza l’organismo attorno. Basta: la Regione lo metta subito in condizione di funzionare». Questo il senso di un’articolata mozione presentata in Consiglio regionale dal Capogruppo di Forza Italia Maurizio Marchetti. L’atto, la cui genesi è il prodotto della sinergia con il Coordinatore regionale degli azzurri toscani onorevole Stefano Mugnai, prende le mosse dalla constatazione che il distretto floricolo interprovinciale esiste sulla carta, ma non è strutturato nella realtà. «Un’occasione sprecata. Un peccato – asserisce Forza Italia – per un distretto produttivo comprendente 20 comuni dalla Versilia all’area lucchese, alla Valdinievole e al Pistoiese per un totale di 46.581 ettari, occupando in maniera diretta 1.707 persone nel settore florovivaistico, equivalenti al 29,9% di tutti gli occupati in agricoltura nell’area».

La realtà è importante, ed è per questo che adesso Marchetti intende «richiamare la Regione ai suoi doveri» impegnandola «ad attivarsi affinché il distretto floricolo interprovinciale di Lucca e Pistoia possa essere costituito in base a quanto stabilito dalla normativa regionale e possa quindi diventare un volano per le imprese floricole delle provincie di Lucca e Pistoia».

Già perché sulla carta l’organismo esiste: è stato riconosciuto, scrive Marchetti nel suo atto, con «decreto dirigenziale n. 5002 del 26 ottobre 2006». Eppure, si legge ancora nella mozione, «non sarebbe ancora stato adeguato a quanto previsto dalla nuova legge regionale sui Distretti  Rurali; ovvero che in base a quanto stabilisce l’articolo 7 che per avere il riconoscimento di distretto, è necessario possedere i seguenti requisiti:  1) accordo di distretto, 2) un soggetto  referente, pubblico o privato,  al quale la legge  regionale riconosce personalità  giuridica  e quindi piena operatività del comprensorio agricolo di riferimento, 3) un’assemblea di distretto e 4) un progetto economico territoriale».

Avanti dunque con la definizione dei requisiti, chiede Forza Italia, perché a risentirne è un comparto di rilievo: «Il Distretto  floricolo allo stato attuale farebbe  riferimento ad un comprensorio (quello della Valdinievole, della Piana di Lucca e  della Versilia)  dove  continua – recita la mozione di Marchetti – la più importante produzione di fiori  recisi e di piante  fiorite e verdi da terrazzo e da   giardino dell’Italia Centrale e dove sono attivi due Mercati Floricoli alla produzione, quello di Viareggio di proprietà Comunale ed il MEFIT (Mercato dei  Fiori della Toscana) passato in proprietà al Comune di Pescia.  Opera inoltre a Pescia la più grande cooperativa di fiori recisi e piante d’Italia, la Flora Toscana, con più di 200 soci conferitori».

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