In dicembre i contadini ormai facevano scarsi lavori nei campi per via del cattivo tempo e passavano molte ore nelle tiepide stalle. Gli anziani, ogni tanto guardavano il cielo cercando qualche segno che presagisse pioggia o neve.
Se si annuvolava sopra la brina, per esempio,dicevano che era segno di pioggia: quand ch’è u s’anòvla sora la bròina, e piòv ninz che sia matòina.
La brina però era ben accetta, in quanto: “Quando la brina copre, il frumento gode.” E anche la neve era un fenomeno che non faceva paura: ” Sotto la neve pane sotto l’acqua fame”: molto meglio avere delle abbondanti nevicate piuttosto che delle forti piogge.
Anche la Luna dicembrina era foriera di pioggia, come dice quest’altro proverbio: La Lòna ad dizembar quand che la vnirà, piò bagnèda che sòta la sarà. ( La luna di dicemre quando verrà, più bagnata che asciutta sarà )
E allora “Dicembre gelato non va disprezzato”, perché il freddo fa bene alla campagna. Saggezza popolare non mente: nelle campagne padane, ma anche in quelle dell’Italia centrale, con grano e orzo già nati e vigneti e frutteti in riposo invernale, un dicembre freddo aiuta a tenere lontane erbe infestanti e parassiti da campi e alberi.

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