Regione Toscana e Comune di Capannori hanno trovato l’accordo

L’assessore regionale Bugli e il sindaco Menesini lo annunciano in modo ufficiale

sbarchi-di-immigrati-clandestini-a-lampedusa“Se vengono trovate ipotesi alternative di accoglienza dei profughi non è necessario l’utilizzo dell’immobile dell’ex dipartimento di prevenzione a Carraia. Il Comune di Capannori, infatti, in accordo con la Regione e la Prefettura, continuerà la collaborazione sul tema dell’ospitalità sul modello dell’accoglienza diffusa”. Con questa parole l’assessore regionale Vittorio Bugli e il sindaco di Capannori Luca Menesini chiariscono la vicenda in merito alla struttura di Carraia.

“Il lavoro per l’accoglienza dei profughi sta andando avanti per affrontare i nuovi arrivi di agosto e settembre – spiega l’assessore regionale Vittorio Bugli – . La Regione ha messo a disposizione una serie di immobili sui quali le Prefetture stanno facendo i controlli coinvolgendo i sindaci e verificando la loro funzionalità. Ovviamente se il territorio trova soluzioni alternative in grado di soddisfare le esigenze di accoglienza noi non abbiamo problemi, anzi. Sto incontrando tutti i Sindaci e i Prefetti delle varie Province per verificare che vi sia una risposta da parte di tutti, uno sforzo particolare da chi non ha accolto o accolto poco, in modo particolare per affrontare agosto e settembre. E promuovere forme di partecipazione dei profughi alla vita collettiva come la possibilità di svolgimento di attività di volontariato”.

La posizione del sindaco Menesini sull’immobile dell’ex dipartimento di prevenzione è infatti nota da tempo. Fin dalle prime indiscrezioni sul possibile utilizzo di quell’edificio per ospitare nuovi profughi, il sindaco di Capannori aveva promesso battaglia alla Regione se non fosse stata ascoltata la voce del territorio.

“Ringrazio la Regione per aver accolto la nostra richiesta – afferma Menesini –. Come amministrazione crediamo fortemente nei valori dell’ospitalità e dell’accoglienza, e lo abbiamo dimostrato in più occasioni. Allo stesso tempo stiamo lavorando concretamente all’integrazione, con il progetto che coinvolge i profughi nella cura del territorio, attraverso un’azione di volontariato nelle associazioni locali. Il nostro no a usare un grande immobile per l’accoglienza è dettato anche dalla volontà di proseguire questa importante azioni culturale e sociale. L’accoglienza diffusa, modello vincente lanciato qualche anno fa dal presidente Rossi, è lo stile che Capannori continuerà a portare avanti, convinto che sia quello che meglio permette di promuovere politiche d’integrazione, oggi necessarie per fronteggiare le posizioni estremiste di alcune forze politiche. Capannori è un territorio solidale e che accoglie, e lo fa nel rispetto dei suoi cittadini e di una visone che mira alla reale integrazione”.

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