Decreto clima, primo passo. Ma non può restare isolato.

Approvato all’unanimità dal Consiglio dei Ministri. Al termine di una faticosa trattativa, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa è riuscito “a portare a casa” il decreto clima. Quello approvato è un testo frutto di compromesso, per certi versi al ribasso, ma è un primo timido passo. È il segno di un’emergenza climatica che comincia, con notevole ritardo, a farsi agenda politica.

Tra gli articoli che hanno superato la “ghigliottina” del compromesso c’è quello che prevede incentivi (fino a 5 mila euro) per i negozianti che attrezzano spazi per la vendita di prodotti sfusi o alla spina. La direzione è quella della riduzione della produzione dei rifiuti e i buoni intenti sono sostenuti, in questo caso, da uno stanziamento di 20 milioni di euro. Slow Food si batte da tempo per un sistema alimentare più equo e sostenibile, e in questa battaglia l’alleanza con i consumatori è fondamentale. Il decreto clima cerca alleati anche nei commercianti, incentivandoli a creare possibilità di consumo nuovo. Laddove la rinuncia totale al packaging non è possibile la sfida deve essere orientata al superamento delle confezioni multimateriali, destinate a finire nell’indifferenziato o peggio a essere conferite in modo sbagliato. Se confezione deve essere che questa sia monomateriale, con indicazioni chiare su come smaltirle; ben venga la ricerca quando come nel caso dell’alleanza tra Novamont e Saes Group porta a nuovi package green perché potranno essere riciclati con i rifiuti organici negli impianti di compostaggio industriale.

Il green new deal a cui tutta l’Italia come il resto d’Europa aspira, ha bisogno prima di tutto di cambiamenti culturali, e forse in questo senso sacrificare sull’altare della trattativa l’articolo 7 del decreto e quindi la campagna di formazione e informazione ambientale nelle scuole #iosonoAmbiente e gli stanziamenti annessi, non è stata una buona idea.

Parafrasando Neil Armstrong il decreto clima è un primo passo importante, a patto però che sia davvero solo il primo di tanti. A chi, specie dal mondo delle associazioni ambientaliste, criticava la debolezza del testo approvato, il ministro ha replicato che questo rappresenta «il primo pilastro di un edificio le cui fondamenta sono la legge di bilancio e il Collegato ambientale, insieme al ddl Salvamare e al ddl “Cantiere ambiente”». Se così non sarà il decreto clima è destinato rimanere “un piccolo passo” e poco più.

Giorgia Canali
g.canali@slowfood.it

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