Dall’olio di girasole alla farina, ecco cosa potrebbe mancare nei supermercati a causa della guerra in Ucraina

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La crisi delle materie prime, unita ai costi aumentati di energia e carburanti, sta creando una reazione a catena che porta all’aumento dei prezzi e rischia addirittura di far trovare con difficoltà nei supermercati alcuni alimenti di uso comune

Ciò che sta accadendo in Ucraina preoccupa tutto il mondo e altrettanto le conseguenze sul piano economico e riguardo all’approvvigionamento delle materie prime. Diverse associazioni in questi giorni stanno lanciando l’allarme, vi abbiamo parlato ad esempio degli allevatori del Friuli Venezia Giulia che, a causa del blocco dell’esportazione di mais, hanno mangime sufficiente solo per 10 giorni, superati i quali gli animali potrebbero essere abbattuti.

Leggi anche: Negli allevamenti si rischia una strage di animali: “c’è mangime solo per 10 giorni”, l’allarme dal Friuli Venezia Giulia

E poi c’è il caro carburanti (per cui sono previsti alcuni scioperi) e il caro energia, che portano all’aumento dei prezzi di alcuni prodotti.

Ma che conseguenze può avere tutta questa situazione sulla nostra spesa?

Anche in Italia si sta diffondendo il panico e alcuni supermercati sono stati presi d’assalto e hanno dovuto razionare alcuni prodotti. Ne abbiamo già parlato nel seguente articolo: In Italia parte la corsa alle scorte alimentari: tra catene WhatsApp, razionamenti nei supermercati e sciopero dei trasportatori

Ma quali sono gli alimenti che rischiamo di veder aumentare di prezzo o addirittura che potrebbe diventare difficile reperire nei supermercati?

I prodotti a rischio nei supermercati

L’Assitol (Associazione italiana dell’industria olearia) avverte che le scorte di olio di girasole potrebbero esaurirsi già entro la fine di questo mese e il problema si ripercuoterebbe anche su diversi altri prodotti. Con quest’olio vengono realizzati infatti biscotti,  conserve, sughi, condimenti e molto altro. Per capire meglio la portata del problema, considerate che circa il 60% della produzione mondiale di olio di girasole è di provenienza russa o ucraina.

Questi due paesi sono anche tra i maggiori esportatori di grano al mondo, così come di mais, e dunque potrebbe iniziare a scarseggiare anche la pasta (ovviamente noi abbiamo tante marche che utilizzano grano italiano o europeo, quindi in questo caso la carenza potrebbe essere molto limitata).

La Reuters fa sapere poi che oltre al grano, l’Ucraina ha stabilito il blocco dell’esportazione anche di segale, miglio, zucchero, sale e carne.

Un problema grosso riguarda poi i mangimi per animali che sono realizzati in particolare con il mais (di cui anche l’Ungheria ha bloccato le esportazioni). Una situazione difficile che rischia di portare ad una strage di animali negli allevamenti. Leggi anche: L’Ungheria blocca l’esportazione di mais e in Italia gli animali potrebbero essere abbattuti per mancanza di mangime

I problemi si ripercuotono anche su alcuni prodotti che apparentemente non c’entrano nulla. Un esempio su tutti è quello dei pomodori e delle passate. Alleanza Cooperative Agroalimentari avverte che gli agricoltori, visti i prezzi più convenienti di grano e mais, potrebbero convertire i loro terreni alla coltivazione di cereali piuttosto che di pomodori, creando una carenza in questo senso. Leggi anche: Passata di pomodoro a rischio, i produttori italiani potrebbero puntare su mais e grano

Si parla poco anche della situazione del pesce italiano. I pescherecci di diverse marine italiane in questi giorni si sono fermati per protestare contro il caro carburanti. L’effetto ovviamente è quello di trovare meno disponibilità di prodotti ittici nei supermercati e nelle pescherie.

Il panico però potrebbe far scomparire dai supermercati tanti altri prodotti, come lievito, farina e carta igienica, ad esempio, sulla scia di quanto accaduto all’inizio della pandemia. Leggi anche:  Sindrome della rana bollente: scienziati spiegano perché c’è stata la corsa ad acquistare lievito, farina e carta igienica durante il lockdown

Cerchiamo comunque di non farci prendere dal panico, a parte l’aumento (a questo punto fisiologico) dei prezzi, sarà difficile che l’Italia rimanga senza cibo a sufficienza.

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Fonti: Assitol / Reuters / Alleanza Cooperative Agroalimentari

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