Mycelial-Network-FungusDalla Svizzera, un sostituto biodegradabile alla plastica

di Claudio Vastano

 

Gli scienziati della facoltà d’ingegneria ambientale e architettura del Politecnico di Losanna stanno perfezionando una sostanza che potrebbe sostituire, in un prossimo futuro, la plastica. La cosa interessante è che le loro ricerche sono partite dall’analisi dei miceli fungini, ossia dall’intreccio di filamenti cellulari che costituisce il corpo di un fungo. Si è scoperto, infatti, che questa struttura filamentosa può legarsi a varie sostanze di origine naturale (come la segatura e le fibre di canapa) e produrre una miscela lavorabile in migliaia di forme diverse.

“L’idea di partenza è nata quando abbiamo incontrato studenti di architettura della nostra scuola per sviluppare un’alternativa originale e innovativa ai materiali da costruzione esistenti” ha dichiarato Gael Packer, dell’istituto di ingegneria ambientale.

I materiali a base di micelio fungino sembrano essere ottimi bio-materiali; sono leggeri, economici e si degradano completamente nel giro di pochi mesi. Permettono, inoltre, di riciclare sostanze di scarto pronte per lo smaltimento.

Secondo i tecnici che hanno messo a punto questo ritrovato dell’eco-tecnologia, le proprietà meccaniche di questa sostanza sono simili a quelle del polistirolo espanso. Attraverso l’impiego di nuovi tipi di substrati leganti, e variando l’alimentazione dei funghi, è però possibile modificare le caratteristiche del materiale.

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