Dalla Svezia, un materiale super-resistente che è anche biodegradabilef4eeee4742f8995a880be8b4afe6eb1d-673x505

di Claudio Vastano

 

I ricercatori dell’Istituto Reale di Tecnologia di Stoccolma hanno recentemente annunciato la scoperta di una nuova sostanza di sintesi che (se le promesse verranno mantenute) verrà immessa sul mercato in un prossimo futuro. Si tratta di un materiale artificiale completamente biodegradabile che potrebbe sostituire, in breve tempo, le plastiche utilizzate su aerei, automobili e ambienti domestici. La sua caratteristica principale è la resistenza, che supera persino quella dell’acciaio e della tela di ragno.

Ma come si è arrivati a una simile scoperta?

I tecnici svedesi hanno utilizzato nanofibre di cellulosa, ovvero le componenti fondamentali di cui è costituito il legno. La nuova sostanza ha perciò un’origine totalmente biologica (seppure artificiale) e si degrada spontaneamente in condizioni naturali. Il metodo di produzione a cui hanno fatto ricorso gli scienziati, in pratica, allinea le fibre di cellulosa e le “impacchetta” strettamente le une nelle altre, in modo da non aver bisogno di colle o addensanti.

“Il nostro biomateriale è otto volte più forte e resistente della seta che il ragno usa per tessere le sue ragnatele. Supera anche l’acciaio e qualsiasi altro metallo o lega metallica, così come le fibre di vetro e la maggior parte dei materiali artificiali” ha detto Daniel Soderberg dell’Istituto Reale di Tecnologia. Altre applicazioni allo studio sono quelle in campo medico, ad esempio nel settore delle protesi; la cellulosa, infatti, non viene rigettata dal corpo umano. Secondo i ricercatori di Stoccolma, insomma, il nuovo materiale potrebbe aprire la strada a una nuova categoria di componentistica e ritrovati a base di nanofibre biodegradabili.

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