Dalla biodiversità arriva la risposta al cambiamento climatico

L’incertezza del clima fa ormai parte della nostra quotidianità e forse per questa ragione ne parliamo (finalmente) ogni giorno senza più negarne l’evidenza. La calda e siccitosa estate che abbiamo dovuto affrontare, le vendemmie anticipate e gli orti a secco ci hanno posto di fronte alla necessità di ragionare sui nostri comportamenti e su ciò che possiamo fare nella nostra quotidianità per incidere, ancorché in misura limitata, nel contrasto ai cambiamenti climatici.

Se è vero, come la scienza ci dimostra, che i modelli industriali di agricoltura e di allevamento stanno contribuendo a buona parte dell’emissione di gas serra, forse è venuto davvero il momento per tutti di iniziare a cambiare stile di vita e mettere in atto ciò che può dare una sterzata a questo andamento che porta alla catastrofe. Non possiamo continuare a pensare che il problema di un clima che cambia su scala globale sia da risolvere solo con le decisioni dei governi, importantissime ma non sufficienti. Non possiamo nasconderci dietro le azioni globali omettendo di giocare ciascuno il proprio ruolo, un ruolo che deve trovare radice nei nostri comportamenti di ogni giorno. Sono poche le parole chiave che dobbiamo utilizzare come pilastri per poter iniziare a costruire un futuro nuovo per i nostri figli: 1) stagionalità dei prodotti: rispettarla significa non forzare la mano con input energetici nella produzione agricola, in campo, in stalla, nei laboratori di trasformazione, con i sistemi di conservazione. Tutto ciò che è distante dal “naturale” può essere raggiunto solo con metodi o prodotti artificiosi che non fanno bene al nostro ambiente; 2) un modello di produzione virtuoso, ovvero l’agroecologia: sia nell’agricoltura sia nell’allevamento si può scegliere un modello lontano da quello industriale in cui il rispetto per le risorse naturali, per il benessere animale, per un equilibrio costante e duraturo tra le specie vegetali e quelle animali, anche all’interno del sistema aziendale, giochino tutti un ruolo essenziale. La produzione di fitofarmaci, di fertilizzanti di sintesi, di carne e derivati su base industriale, contribuisce in modo inarrestabile al cambiamento climatico.

Ecco quindi il richiamo al cambiamento dei nostri modi di coltivare, di allevare, di consumare, di commercializzare. E l’importanza che la biodiversità assume nel contrasto a questi mutamenti ormai tangibili: significa partire da ciò che è più adattato ai nostri ambienti, da ciò che ha maggiori possibilità di resistere anche alle stagioni anomale concentrando le proprie forze sulla capacità di rimanere ancorato al rispetto della vocazionalità ambientale e sulla capacità di scegliere un consumo di cibo locale, di prossimità, rafforzando l’impegno di tanti bravissimi piccoli agricoltori che insistono nella conservazione di un’agricoltura sostenibile.

Francesco Sottile

Da il manifesto del 14 dicembrehttp://www.slowfood.it/dalla-biodiversita-arriva-la-risposta-al-cambiamento-climatico/

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