Qualità dell’aria: dal 1° novembre nei comuni del Pac scattano i divieti di abbruciamento all’aperto. Quest’anno la Regione Toscana ha introdotto anche limitazioni sui generatori di calore alimentati a biomassa

Cielo

Dal 1° novembre fino al 31 marzo nei Comuni che aderiscono al Pac- Piano d’azione comunale d’area vasta (Lucca, Capannori, Porcari, Altopascio e Montecarlo) scattano i divieti di abbruciamento che sono legati al risanamento della qualità dell’aria e nella fattispecie alla necessità di diminuire progressivamente la quantità di polveri sottili in atmosfera.

In particolare, sulla base delle ordinanze che i cinque comuni stanno assumendo in queste ore, non sarà possibile bruciare all’aperto biomasse legnose derivanti da attività agricole e forestali, da pulizia di parchi, giardini ed aree agricole, boscate e verdi, da attività di cantiere, attività artigianali, commerciali, di servizi e produttive in genere.

A partire da quest’anno inoltre la Regione Toscana, sulla base della sentenza della Corte di giustizia europea che ha accertato per il periodo 2008-2017 il mancato rispetto dei valori limite di Pm10 da parte dell’Italia, ha esteso i divieti di abbruciamento anche nell’ambito del riscaldamento domestico per alcune aree, fra cui quella di Lucca e della Piana.

I Comuni di Lucca, Capannori, Porcari, Altopascio e Montecarlo hanno perciò dovuto recepire le indicazioni contenute nella legge regionale 26. Quindi, per lo stesso periodo di tempo dall’1 al novembre al 31 marzo, sui territori comunali dei cinque comuni non si potranno utilizzare generatori di calore alimentati a biomassa con classe di prestazione emissiva inferiore a 3 stelle. Nella categoria sono compresi anche i focolari aperti o che possono funzionare aperti, sono invece esclusi i generatori di calore che rappresentano l’unico sistema di riscaldamento per l’abitazione o che sono utilizzati nelle aree collinari e montane poste a quota maggiore di 200 metri sul livello del mare.

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