Da domani 6 agosto Green Pass obbligatorio per ristoranti e palestre; da settembre potrebbe scattare anche per scuole e trasporti – di Massimo Tarabella

 

Green Pass obbligatorio da domani, 6 Agosto per tutti i luoghi al chiuso dove c’è il rischio di assembramenti: bar, ristoranti, piscine, palestre, centri termali, cinema, teatri, impianti sportivi, fiere, convegni, congressi, e Hotel. La certificazione è ottenibile solo con una dose di vaccino, oppure l’attestazione di essere guariti dal Covid, o ancora un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti.

Dall’1 settembre, o forse una o due settimane più tardi, scatterà l’obbligo di green pass per salire a bordo di treni, navi e aerei a lunga percorrenza.

Quanto al trasporto pubblico locale, settore in cui l’imposizione del green pass creerebbe problemi enormi sul piano organizzativo e dei controlli, il governo sembra intenzionato a rinviare le decisioni.

Salvini resta contrario al pass vaccinale. Ma Draghi, Speranza, il Pd e Forza Italia sono favorevoli, e salvo colpi di scena da settembre il green pass sarà obbligatorio per i lavoratori della scuola, docenti e personale Ata. La media delle vaccinazioni nel settore è molto alta, si punta al 90% di immunizzati a settembre, ma preoccupa la percentuale di insegnanti non vaccinati ed è per questo che il governo ha deciso di rendere obbligatoria la carta verde. Dovrà comunque essere rispettata la distanza di un metro in classe e lutilizzo delle mascherine, dove non fosse possibile tenere gli studenti sufficientemente lontani gli uni dagli altri.

I giovani tra i 12 e i 18 anni pagheranno tra i 5 e 10 euro per un testo. La Lega insiste per i tamponi a prezzi calmierati, o gratis, per il mondo della scuola.

Stando alle bozze del decreto, i lavoratori della scuola che alla data stabilita non avranno i requisiti per ottenere il green pass «verranno adibiti ad altre mansioni» che non comportino contatti con studenti o altre persone.

L’obiettivo di Palazzo Chigi e del ministero dell’Istruzione è riaprire tutte le scuole in presenza. Ma qualora una regione dovesse entrare in zona di rischio arancione o rossa, sarà il governatore a decidere se chiudere gli istituti e far continuare lo studio con la didattica a distanza. La cronica carenza di aule in molti territori si è aggravata con la pandemia.

Da vedere il destino delle discoteche e delle sale da ballo. Il ministro della Salute Roberto Speranza resta contrario, ma alcuni ministri sono favorevoli alla riapertura. Non è dunque escluso che il governo decida di far ripartire le danze, purché i clienti dei locali si presentino con il green pass in mano.

Le associazioni di categoria chiedono che sagre e fiere allaperto siano esentate dall’obbligo di green pass e Forza Italia.

Situazione variegata e controversa per il lavoro e le imprese. Il ministro Giorgettiammette che «alcuni profili consigliano di andare nella direzione» dell’obbligo di green pass per le aziende, ma invoca prudenza: «Ci sono diritti del lavoro da salvaguardare» e libertà costituzionali da difendere. Pressioni arrivano anche dalla Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe), che chiede al governo di dare il tempo di vaccinarsi ai dipendenti di bar e ristoranti, perché se l’obbligo arrivasse a stretto giro tanti locali sarebbero costretti a chiudere.

Se il quadro epidemiologico resterà stabile e la curva del virus non registrerà impennate, il governo non imporrà la quarantena per il rientro da Paesi europei ad alta densità turistica, come la Grecia o la Spagna. Per Giuseppe Conte, leader in pectore del M5S, il green pass è «uno strumento di sicurezza e di libertà per coloro che si sono vaccinati» e dovrebbe anche consentire di escludere la quarantena per le persone immunizzate che dovessero entrare in contatto con un positivo.

 

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