Crisi di governo: tutte le misure a rischio, dagli €80 al taglio di parlamentari e tasse

Crisi di governo: tutte le misure a rischio, dalla riduzione dei parlamentari al taglio delle tasse fino ad arrivare agli 80 euro

Crisi di governo: tutte le misure a rischio, dagli €80 al taglio di parlamentari e tasse

Con la crisi di governo in atto, diverse misure stanno rischiando grosso.

Al centro del dibattito non soltanto quelle già introdotte dai precedenti esecutivi (come ad esempio il bonus Renzi da 80 euro) ma anche quelle promesse e non ancora attuate né dalla Lega né dal Movimento 5 Stelle.

Nella giornata di ieri è stato proprio Matteo Salvini a gettare benzina sul fuoco e a puntare il dito contro il reddito di cittadinanza, che secondo alcuni potrebbe cadere in caso di nuovo esecutivo a guida leghista. Eppure, questa non sarà l’unica misura a rischiare vista la crisi di Governo.

Crisi di governo: le misure a rischio

Sul finire della scorsa settimana Matteo Salvini ha ufficialmente aperto la crisi di governo e ha chiesto a gran voce l’immediata convocazione di nuove elezioni. Qualche ora dopo la Lega ha persino presentato una mozione di sfiducia al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

La situazione ha ovviamente avuto un impatto sui mercati: venerdì la Borsa Italiana è affondata di oltre il 2%, mentre lo spread BTP-Bund è decollato oltre i 230 punti base. Immediatamente i mercati hanno iniziato ad interrogarsi su tutte quelle misure a rischio con la crisi di governo.

Partiamo con un esempio: se la Lega riuscisse a vincere le elezioni avrebbe finalmente l’opportunità di concretizzare i propri progetti tra cui la trasformazione del bonus Renzi di 80 euro in una detrazione fiscale o anche contributiva.

A rischiare con la crisi di governo potrebbe essere anche la promessa Flat Tax, che potrebbe invece lasciare spazio al tanto temuto aumento dell’Iva, il quale andrebbe a ripercuotersi sul cibo, sulle vacanze e, ovviamente, sui portafogli di tutti gli italiani.

Le incertezze potrebbero avere un impatto deciso anche sulle imprese: non è chiaro se e in che modo le tasse verranno tagliate e se le agevolazioni promesse verranno introdotte, ragion per cui le società si troveranno a dover definire i budget alla cieca.

Che fine faranno poi i decreti non ancora approvati? Il caso Ilva, i rider, la scuola, lo sblocca cantieri Tutti fronti aperti che dovranno ora fare i conti con un’incertezza galoppante.

Tra le misure a rischio con la crisi di governo anche quelle riguardanti il taglio dei parlamentari: in molti hanno accusato Salvini di aver staccato la spina dell’esecutivo poco prima di procedere in tal senso.

L’acqua pubblica, le autonomie e la riforma della giustizia: anche questi fronti rimarranno in bilico, almeno per il momento.

Persino le riforme inerenti il mercato del lavoro potrebbero risentire negativamente di questa crisi di governo. Salario minimo e reddito di cittadinanza potrebbero essere le prime vittime.

E la manovra? Questo sarà uno degli argomenti più infuocati delle prossime settimane. Se l’Italia non approverà la legge di bilancio 2020 entro fine anno scatterà l’esercizio provvisorio e l’aumento dell’Iva sarà immediato.

La situazione oggi appare più incerta che mai. In ogni caso la crisi di governo ormai esplosa potrebbe mettere a rischio tutte le misure citate. Il tempo e l’esito delle elezioni politiche chiariranno meglio il quadro.

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