Calano gli sportelli bancari, ma cresce la raccolta di risparmio in provincia di Lucca

Questi i dati presentati oggi nell’incontro presso la Camera di Commercio di Lucca

 

Lucca, 11 aprile 2019 – Si è tenuto oggi in Camera di Commercio l’incontro annuale per illustrare i dati del 2018 sull’andamento del credito in provincia di Lucca. L’evento è stato aperto dall’intervento di Giorgio Bartoli, Presidente dell’ente camerale, che ha illustrato l’andamento attuale dell’economia nazionale e locale.

 

“Il contesto economico in cui le imprese del nostro territorio si stanno muovendo – ha sottolineato Bartoli – ha perso slancio a partire da settembre 2018, e le proiezioni economiche per il 2019 indicano un’ulteriore riduzione. Il rallentamento ha interessato maggiormente il settore manifatturiero e ha comportato una brusca decelerazione dell’interscambio a livello mondiale, cui hanno contribuito in modo decisivo l’accresciuta incertezza su scala globale dovuta alle controversie commerciali, le tensioni finanziarie osservate la scorsa estate nelle economie emergenti e i segnali di un indebolimento della crescita nell’economia cinese.”

 

I dati sugli andamenti creditizi registrati nella nostra provincia nel 2018 e nel primo scorcio del 2019, sono stati illustrati dal dott.  Giuliano Dini, già direttore della filiale di Lucca della Banca d’Italia, il quale ha sottolineato che “nonostante la notevole riduzione degli sportelli, il sistema creditizio locale risponde sufficientemente all’esigenza dell’economia lucchese. Il risparmio delle famiglie è cresciuto meglio della media toscana e nazionale e si avverte una crescente preferenza per la liquidità, con riduzione della raccolta indiretta. Il ricorso ai prestiti da parte delle famiglie è per l’acquisto di beni durevoli e abitazioni.”

 

Dall’analisi dei dati emerge per quanto riguarda il tessuto imprenditoriale provinciale che le piccole imprese continuano ad avvertire difficoltà nel ricorso al credito, con un utilizzo delle proprie riserve di liquidità (depositi), mentre le imprese più grandi, sopra i 20 addetti, registrano andamenti positivi fino a settembre 2018, per poi flettere.

 

Analisi dei dati dell’anno 2018

Il sistema bancario lucchese continua a essere oggetto di interventi di razionalizzazione e riorganizzazione indotti dai recenti cambiamenti tecnologici e di mercato, volti al contenimento dei costi e a fronteggiare la crescente concorrenza: la rete degli sportelli è scesa ancora nel 2018, passando dai 223 sportelli di fine 2017 ai 204 del 31/12/2018. La riduzione è poi proseguita anche nei primi mesi del 2019 scendendo a 197 a fine marzo. La clientela continua ad adeguarsi al nuovo contesto, con un crescente utilizzo degli strumenti informatici, come i POS (Point of sale), gli ATM (sportelli bancomat), l’Home e Corporate Banking nonché il Phone Banking, per i quali Lucca presenta valori pro-capite elevati rispetto alle altre province toscane.

 

La raccolta del risparmio resta un elemento di forza anche del territorio, con Lucca seconda solo a Firenze in regione. I depositi e il risparmio postale sono cresciuti del +2,9% nel corso del 2018, portandosi a quota 9.112 milioni euro ma facendo segnare un indebolimento nella seconda parte dell’anno. La raccolta indiretta ha invece mostrato la flessione di -6,6%, scendendo a 5.620 milioni di euro a fine anno -principalmente sotto forma di titoli “a custodia” e in “gestione” – dovuta a una diminuzione della liquidità delle imprese, con maggior ricorso ai mezzi propri, e alla preferenza per la liquidità da parte delle famiglie, che registrano un clima di fiducia calante.

 

In un contesto di disponibilità delle banche e di tassi di interesse contenuti, gli impieghi vivi (9.448 milioni di euro, al netto delle sofferenze e insoluti) hanno segnato un +2,4% nell’anno, ponendo Lucca sui livelli più elevati in Toscana e sopra la media italiana. Si tratta di un segnale positivo che segue l’incremento registrato nel 2017, quando si era verificato un primo recupero dopo diversi anni di diminuzioni.

 

La ripresa ha riguardato in primo luogo il credito alle imprese, in particolare a quelle “sopra 20 addetti” (+2,4%). Sono aumentati i prestiti vivi al manifatturiero (+2,6%) e alle imprese dei servizi (+3,1%), mentre per le costruzioni si è registrato un ulteriore calo (-3,5%). Per le unità produttive più piccole (famiglie produttrici e artigiani) l’ammontare del credito risulta ancora in flessione (-3,7%), a comprova delle difficoltà persistenti, mentre per le famiglie si registra un incremento di +2,9%.

 

Sull’aumento degli impieghi hanno inciso positivamente i finanziamenti a medio e lungo termine (consistenza a fine dicembre: 7.866 mln di euro; +1,11%, con flessione solo nella parte finale dell’anno); le erogazioni dei finanziamenti nell’anno, pur con una diminuzione complessiva del 14%, sono state pari a 2.798 mln di euro, importo comunque secondo solo a Firenze, soprattutto per gli investimenti in “macchine, strumenti e attrezzature” (-33,9%, dopo il +37,4% del 2017), e in “investimenti finanziari-altri” (+6,8%). In particolare, dal settembre 2018 le imprese hanno rallentato gli investimenti, in un clima di fiducia calante. In un contesto di basso indebitamento delle famiglie consumatrici, la loro esposizione riguarda l’acquisto di abitazioni, cresciuto del +3,8% nell’anno a 2.257 mln di euro, con erogazioni complessive per 361 mln di euro, in aumento del +10,3% rispetto al 2017. Anche il credito al consumo (998 mln) ha registrato un aumento del +6,4%, che risulta però tra i più bassi della regione e in gran parte destinato agli acquisti di “beni durevoli delle famiglie consumatrici” (+10,7%).

 

È proseguita la diminuzione delle sofferenze provinciali (897 mln di euro), scese in misura rilevante (-33,4% nell’anno) soprattutto da fine anno 2017 e in linea con le direttive della vigilanza europea riguardanti i “Non performing loans”. Il risanamento degli attivi bancari ha determinato un contenimento delle posizioni in default, anche se il tasso di decadimento è risalito nella seconda parte del 2018.

Tuttavia, la qualità totale del credito a Lucca è migliorata negli ultimi anni e anche nel 2018: la somma delle posizioni in sofferenza e di quelle entrate in criticità (crediti scaduti, incagliati o ristrutturati) in rapporto al totale dei crediti si attesta al 14,4%, nella media toscana e meglio di province vicine.

 

I tassi d’interesse sono scesi fino a settembre 2018, per poi rimanere stazionari: rispetto alle province limitrofe Lucca presenta valori vantaggiosi per i mutui, il credito a medio-lungo termine e per il portafoglio commerciale delle aziende, mentre i tassi sui conti correnti risultano meno favorevoli.

 

 

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