Covid: ciò che vorremmo e ciò che sarà.

La verità è che quello che vorremmo tanti di noi, ovvero tornare alla libertà piena, è ciò che non avverrà ancora per un po’. Diciamolo con chiarezza, senza finzioni; ognuno di noi non ne può più. Siamo stanchi di non poter vivere la socialità e stiamo diventando sordi ad ogni richiamo. Vorremmo andare a cena fuori, in vacanza, a teatro, al cinema, a fare una bevuta, a vedere una città d’arte. Ne avremmo tutti una voglia matta.
Tuttavia le prospettive immediate ci raccontano altro: con le varianti in corso i casi stanno aumentando ed aumenteranno, ci saranno vittime e ospedali saturi, ed in generale il sistema sarà messo di nuovo a durissima prova.
Com’è che si può provare a tenere insieme la salute con economia e socialità? È dura, molto dura, anche se è un tentativo che ancora va perseguito. Di Conte i critici dicevano che sbagliava strategia, di Draghi si inizia a dire che non si discostera’ molto da Conte. E guardate, andasse al governo chiunque altro farebbe lo stesso. Quando si è messi davanti alla scelta complessiva tra salute e tutto il resto, la salute riceve sempre la priorità di chi governa. Lo faremmo anche noi se ci trovassimo lì.
Quello che mi auguro è che con alcuni accorgimenti si riesca a venire incontro alle attività commerciali e alla socialità. Oltre al rafforzamento della campagna vaccinale ed a congrui ristori, le zone di contagio su base provinciale potrebbero consentire importanti diversificazioni, magari dando il la’, dove le cose vanno bene, anche alla riapertura di teatri e cinema.
È l’ora più buia, perché logorante, perché non si vede la fine. Abbiamo altra scelta che continuare a lottare? No. La distanza tra ciò che è e ciò che vorremmo è ancora lontana e non ci resta altro che proseguire la resistenza.
PATRIZIO ANDREUCCETTI

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