Così la prova Coronavirus muta il mondo dei corrieri”

Così la prova Coronavirus muta il mondo dei corrieri”

Così la prova Coronavirus muta il mondo dei corrieri”

L’impatto della pandemia sul settore dei trasporti e delle consegne

di Elena Comelli
Un corriere al lavoro con la mascherina
Un corriere al lavoro con la mascherina

I rider che portano a casa le pizze e i furgoni dei pacchi di Amazon saranno la cifra di questa pandemia. Con i negozi e i ristoranti chiusi, l’unica risorsa sono le consegne a domicilio dell’e-food e dell’e-commerce, ma di tutta la poderosa macchina logistica che ci sta dietro si è parlato poco.

Certamente molto poco da un punto di vista umano, non citando abbastanza coloro che, pur nell’emergenza, sono dovuti restare a lavorare nei magazzini o a bordo di un camion per consegnare le merci, a rischio di contagio. “Non si tratta di eroi, come i medici o gli infermieri, ma di persone comunque meritevoli di un ringraziamento corale da parte di tutti noi concittadini”, rileva Tito Zavanella, direttore della società di consulenza milanese Gea ed esperto di logistica. Un settore che dall’epidemia di Covid-19 verrà certamente rivoluzionato, data la permanenza dei rischi di contagio sul lungo periodo e la necessità di prepararsi a nuovi eventi del genere.

Un primo problema da affrontare, secondo Zavanella, riguarda la mancanza di un impianto normativo adeguato a far fronte al distanziamento sociale, al lockdown di intere aree o alla chiusura delle frontiere tra Paesi della Ue, che ha fortemente compromesso gli scambi delle merci e l’esecuzione del servizio logistico anche per i prodotti di prima necessità. Si dovrà poi pensare anche a nuove prassi digitali, operative e ad attrezzature da utilizzarsi a bordo camion per evitare le interazioni e rendere più sicure le operazioni di carico e scarico.

Servono urgentement anche nuovi modelli operativi per le grandi città, dando seguito alle sperimentazioni già avviate in Nord Europa e anche in Italia, a Padova. Il concetto è chiaro: se si identifica un solo soggetto a cui affidare tutte le consegne in città, si riduce il numero di mezzi in circolazione e diventa più facile mettere a punto modelli evoluti di consegna (utilizzando ad esempio mezzi pubblici adibiti per le merci), riducendo l’impatto per la collettività (meno traffico, meno incidenti, più qualità dell’aria che respiriamo).

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